Giovanni Cilia, padrone di Vittoria: il CV criminale del “Presidente”

Giovanni Cilia, padrone di Vittoria: il CV criminale del “Presidente”

RAGUSA – Pluripregiudicato e sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, Giovanni Cilìa, 63enne vittoriese, a cui oggi è stato è imposto un maxi sequestro dal valore di 20 milioni di euro, è, da sempre, soprannominato “Il Presidente” da tutti i suoi fedeli.

Parliamo di un uomo con un ruolo di primo ordine. Malgrado fosse stato già catturato negli anni ’90, ha svolto una fondamentale funzione nelle attività dell’organizzazione affiliata ai clan della ‘ndrangheta Crupi e Commiso e impegnata nel traffico internazionale di stupefacenti attraverso alcune ditte del commercio al dettaglio di fiori e piante.

La droga proveniva dall’Olanda e dall’America Latina, luogo in cui gli ‘ndranghetisti sono ormai “di casa” per i loro affari illeciti.

Ma scopriamo insieme chi è Il Presidente. Dopo aver dato il via alla sua carriera criminale nel pieno degli anni ’70, nel decennio successivo, entrò a far parte della famiglia mafiosa capitanata allora da Giovanbattista Nicastro. Negli anni ’90, iniziò il suo idillio con il clan Dominante e divenne un vero e proprio punto di riferimento per i ricercati della zona, ai quali ha sempre offerto asilo, per aiutarli a continuare tranquillamente la loro latitanza.

Oltre a ciò, Cilia ha svolto anche una funzione di intermediario per estorsioni nei confronti di ditte e, da alcuni, è stato indicato come possessore di armi. Tutto questo portò all’arresto, avvenuto nel 1995, per associazione a delinquere di stampo mafioso, detenzione e porto illegale di armi ed estorsione. La condanna a otto anni e sei mesi di reclusione, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, avvenne tre anni dopo e divenne definitiva il 9 marzo del 2001.

Questo però non gli ha impedito di “impartire ordini” ai suoi affiliati nell’operazione di oggi, che ha visto coinvolti anche i suoi figli Rosario ed Emanuele, quest’ultimo prestanome della famiglia ‘ndranghetista Crupi. Tra i suoi precedenti penali, oltre quelli che portarono alla sua cattura, troviamo anche gioco d’azzardo, emissione di assegni a vuoto e violazione delle norme sull’assicurazione obbligatoria e sulla custodia delle cose sottoposte a sequestro.

I beni sequestrati sono:

  • 9 aziende attive nella provincia Iblea, nel Lazio ed in Calabria,
  • un magazzino adibito ad attività che si trova a Vittoria,
  • una villetta sita nella frazione marinara di Scoglitti,
  • nove appartamenti con annessi garages e terreni che si trovano a Vittoria,
  • due magazzini di circa 450 mq che si trovano a Lamezia Terme (CZ),
  • autoveicoli e motocicli, ma anche numerose disponibilità bancarie e finanziarie.