PALERMO – È tornato in carcere questa mattina, dopo sette mesi di libertà, Giulio Caporrimo, capomafia di San Lorenzo.
L’uomo deve ancora scontare 4 anni e 7 mesi per i reati di mafia ed estorsione. A riesaminare il fascicolo di Caporrimo, che lo scorso anno aveva ricevuto uno sconto di pena, è stato il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato. La Procura generale ha rivisto il calcolo del cumulo di pena che gli aveva consentito di essere scarcerato lo scorso febbraio.
Caporrimo, 48 anni, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Hydra che portò allo smantellamento delle cosche di San Lorenzo, Boccadifalco-Passo di Rigano e Brancaccio. Proprio a lui era stata inflitta la pena più alta, 10 anni, ma il boss era già uscito dal carcere nell’aprile del 2010. Subito dopo, però, sarebbe diventato il nuovo capo della cosca. Per questo motivo era stato monitorato a lungo dai carabinieri che lo hanno nuovamente arrestato nel novembre del 2011.
Adesso dovrà scontare ancora un’altra pena. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Palermo.



