La morte di Dario Chiappone: presunto omicida resta in carcere. Il Tribunale del Riesame rigetta il ricorso

La morte di Dario Chiappone: presunto omicida resta in carcere. Il Tribunale del Riesame rigetta il ricorso

CATANIA – Era la notte di halloween, il 31 ottobre, quando Dario Chiappone (in foto), 27 anni, veniva ucciso nella propria auto con 16 coltellate in compagnia di una donna, che in quell’occasione non ha potuto far altro che assistere alla macabra scena, in via Salvemini a Riposto.

I carabinieri hanno condotto le indagini e il nome saltato fuori è stato quello di Agatino Tuccio, 50enne di Giarre, arrestato per omicidio premeditato lo scorso 23 giugno. Presentata l’istanza di scarcerazione da parte degli avvocati Enzo Iofrida e Vanessa Furnari, il Tribunale del Riesame di Catania ha deciso di rigettare il ricorso. Tuccio resterà nel carcere di Piazza Lanza, luogo dove è detenuto.

Gli avvocati presenteranno ricorso alla Cassazione, in quanto convinti dell’innocenza del loro assistito: Iofrida e Furnari hanno dichiarato di poter dimostrare l’innocenza del loro assistito, poiché Tuccio sarebbe in carcere per “qualcosa che non ha fatto“. I legali chiedono che venga rimesso in libertà o che sconti gli arresti domiciliari.

Le indagini, comunque, proseguono: secondo l’accusa, il 50enne presunto omicida sarebbe stato colui che ha infilzato il coltello nel corpo di Dario più e più volte, con una testimone oculare presente alla scena (la donna nell’auto, ndr). Sono coinvolte diverse persone, tra cui Salvatore Di Mauro, detto “Turiddittu“, latitante da due mesi. 

Potrebbero esserci novità importanti già dalle prossime settimane. Le attività investigative vanno avanti nella massima riservatezza.