ENNA – Ieri il personale del commissariato Librino ha arrestato 3 persone per produzione, detenzione e spaccio di marijuana. Si tratta di Giovanni Russo (sinistra nella foto), 63enne nato a Paternò e residente a Ragalna, pregiudicato per reati contro il patrimonio; Antonio Contarino (al centro), 30enne nato Catania e residente a Paternò, pregiudicato per reati concernenti le sostanze stupefacenti; Salvatore Magrì (a destra), 44enne nato a Catania e residente a Pedara, incensurato.
In particolare, i poliziotti erano da tempo sulle tracce di Russo poiché era stato individuato come uno dei principali “grossisti” rifornitori di sostanze stupefacenti del florido mercato illecito di Librino.
Quindi, gli agenti hanno scovato un appezzamento di terreno, presupponendo che lì potesse essere coltivata cannabis. Fatte le dovute valutazioni, sono intervenuti con diverse pattuglie del commissariato Librino che, dopo avere percorso la S.P. 192 che da Catania conduce a Enna, hanno imboccato la S.P. 50 fino a giungere in territorio di Centuripe, provincia di Enna, che si trova fra le frazioni Muglia e Pietralunga.
Durante il tragitto che conduce al terreno individuato, il personale ha sorpreso Contarino e Magrì a bordo di un camion con un serbatoio in plastica appena riempito di acqua sorgiva da utilizzare per irrigare le colture.
Una volta entrati, hanno perquisito l’interno, verificando immediatamente che, nascosti da altri alberi, vi erano lunghe file di piante di “Cannabis Skunk”.
L’attività di ricerca ha permesso di ritrovare tutto ciò che occorreva per coltivare, essiccare e confezionare la sostanza stupefacente prodotta: concime, diserbante, fertilizzante, antiparassitari, setacci, macchina termosaldatrice, una bilancia e anche una confezione termosaldata di marijuana dal peso di grammi 300 circa.
Dopo la lunga verifica è stato quantificato un ritrovamento di 2.697 piante, delle quali 1.617 di Cannabis, ancora in fase di crescita avente altezza di circa un metro, per complessivi kg 242, e 1.080 piante di tipo Skunk, per un peso lordo complessivo di kg 216 per un totale di kg 458.
All’oscuro della presenza della Polizia di Stato sul posto, si è presentato nel luogo delle operazioni Russo, il quale non poteva che ammettere che il terreno e la coltivazione lì esistente erano riconducibili a lui.
La Polizia Scientifica ennese ha fatto a un meticoloso sopralluogo, con filmati e fotografie che, per la vastità della piantagione, richiedeva diverse ore di applicazione. Di conseguenza, sono stati comunicati gli arresti e chiesta l’autorizzazione a procedere alla distruzione delle coltivazioni illecite, tranne i campioni per le analisi di rito.
Ricevuta autorizzazione dall’ag, le piante sono state distrutte mediante fresatura, attuata con un decespugliatore. Dopo gli adempimenti di rito, i tre sono stati portati nel carcere di Enna, come disposto dalla procura, in attesa della convalida degli arresti e della presumibile misura cautelare.







