PALERMO – Non hanno mai fine i casi di violenza domestica: violenza contro le donne, violenza contro le mogli e, in questo caso, anche contro le figlie.
Siamo a Palermo, dove il gup Nicola Aiello ha condannato a due anni di reclusione un palermitano, accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Ne ha combinate di tutti colori: sarebbe arrivato a gettare acqua ghiacciata addosso alla moglie, toglierle il materasso per non farla a dormire e infine picchiarla, con calci, pugni e schiaffi al punto di causarle un trauma cranico.
Nell’indecente ciclone di violenza sarebbero finite anche le due figlie contro le quali sarebbe stato solito lanciare oggetti: vassoi, zaini pieni di libri e addirittura il modem sradicato dal muro.
Il tutto condito da coloriti insulti: “siete delle p…, delle vastase, l’avete nel sangue” e rivolto alla moglie “ti scippo la testa“.
Le violenze sarebbero durate anni, fino a fine settembre dello scorso anno quando le donne hanno deciso di denunciare il tutto.
Ma l’uomo non ha risparmiato neanche i carabinieri, a cui avrebbe detto: “Vi uccido tutti, sbirri di m…“.
Il processo si è svolto con rito abbreviato e il giudice ha preso la decisione di non concedere la sospensione della pena: se la condanna sarà definitiva l’uomo andrà in carcere.




