La tutela dell’interesse del minore merita un Tribunale ad hoc?

La tutela dell’interesse del minore merita un Tribunale ad hoc?

È oggetto di un acceso dibattito il Ddl 2284\2016 per l’istituzione presso i Tribunali ordinari delle sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori e la soppressione del Tribunale per i Minorenni. Lo scopo è quello di unificazione delle competenze, allo stato, frammentate tra tribunale ordinario e tribunale per i minorenni, garantire l’uniformità dei riti e delle regole processuali. Se il disegno dovesse essere convertito in legge, verrà istituita in seno al Tribunale ordinario una sezione integralmente specializzata a cui i magistrati saranno addetti in via esclusiva. Infatti, nonostante il legislatore sia intervenuto già nel 2012 modificando l’articolo 38 disp.att.c.c. numerose sono le querelle dottrinali sull’interpretazione della norma.

L’incertezza regna sovrana nelle aule dei tribunali rallentando l’iter della giustizia e di conseguenza la tutela degli interessi del minore. L’obiettivo è certamente quello di razionalizzare le risorse disponibili e concentrare le tutele. I sostenitori della riforma ritengono che tale obiettivo possa essere perseguito solamente attraverso un circuito giurisdizionale unitario. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il minore merita uno spazio regolativo specifico e mirato. Merita che le questioni ad esso relative siano trattate da soggetti istituzionali con una elevata specializzazione professionale stante l’estrema delicatezza degli interessi coinvolti. Merita una particolare attenzione e soprattutto un approccio multidisciplinare da parte del giudice che deve lasciarsi quindi contaminare da apporti scientifici e saperi extragiuridici differenti. Ed allora, sebbene la soppressione dei tribunali per i minorenni realizzerebbe un beneficio da un punto di vista organizzativo, non può negarsi che il vero rischio è quello di erodere un patrimonio professional – culturale garantito in tanti anni da strutture autonome quali i tribunali per i minorenni.

Pertanto sarebbe maggiormente condivisibile una soluzione intermedia. Si potrebbe, ad esempio, lasciare comunque in vita il tribunale e la procura per i minorenni rimodulandone però le competenze e istituire nel contempo delle sezioni specializzate presso i tribunali ordinari in materia di relazioni familiari, minori e status della persona.

Avvocato Elena Cassella del foro di Catania