ITALIA – Oltre 200 eventi tra panel, interviste, presentazioni e workshop, unitamente a circa 50 side events, ovvero degli incontri collaterali, a parte rispetto al programma, organizzati autonomamente da singoli o gruppi di persone, con più di 500 speaker/relatori provenienti da ogni parte del mondo. Si conclude così la XX edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.
Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia
L’iniziativa, svoltasi a partire dal pomeriggio di mercoledì 15, fino a sabato 18 aprile 2026, si è concentrata in pieno centro storico, prevalentemente in alcune delle location più suggestive del luogo. Quattro giorni di full immersion sul giornalismo e parecchi gli argomenti trattati, in una serie di dialoghi/dibattiti tra professionisti del settore e pubblico.
Molteplici gli incontri, tenutisi in particolar modo tra l’Auditorium di San Francesco al Prato, il Teatro Pavone, la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, il Teatro della Sapienza, la Sala Raffaello dell’Hotel Brufani, prospiciente alla centralissima Piazza Italia, la Sala delle Colonne di Palazzo Graziani, la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni e il Salone d’Onore di Palazzo Donini.
Le iniziative
Le sessioni in lingua inglese si sono tenute soprattutto nelle giornate di giovedì e venerdì, mentre la maggior parte degli incontri in lingua italiana hanno avuto luogo sabato, specialmente nel pomeriggio. Mercoledì invece, previsti solamente due eventi, uno in inglese e l’altro in italiano, quest’ultimo dal titolo “Google Maps per giornalisti“.
In occasione della 2oesima edizione del 2026, il Festival Internazionale del Giornalismo è stato anche uno spazio di riflessione sugli ultimi venti anni di evoluzione della professione, all’interno di uno scenario trasformato, che si è dovuto “adattare” sia al contesto storico in cui si trova, che all’era digitale, responsabile di grandi cambiamenti nel settore.
Gli argomenti
Svariate le tematiche, da sostenibilità e cambiamenti ambientali/crisi climatiche all’influenza dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, dai recenti conflitti di guerra alle ultime innovazioni in campo tecnologico, passando poi per alcuni dei principali modi di “fare giornalismo“, da quello investigativo alle forme più “in voga” nei tempi moderni, come l’utilizzo dei podcast.
Momenti di formazione e confronto tra nuove generazioni e professionisti dell’ambiente giornalistico/editoriale, tra linee guida, produzione di articoli/inchieste o altri prodotti, e l’avvento dei nuovi (ormai non molto) media, in un’epoca in cui si svolge tutto molto velocemente.
Il programma della XX edizione del Festival Internazionale del Giornalismo restituisce con chiarezza la complessità del tempo presente, della “contemporaneità” in cui viviamo, formando sorta di mappa geografica vera e propria, che restituisce un piano autentico delle forze che “oggi” attraversano l’informazione globale.
Le tematiche, dalla guerra alla libertà di stampa
Infatti il Festival di Perugia, dai conflitti in corso – Gaza, Ucraina, Iran – alla crescente pressione dei regimi autoritari sulla libertà di stampa, passando poi da alcune forme di censura/repressione, ha posto al centro le condizioni reali in cui viene “prodotto” il giornalismo.
Contemporaneamente, affronta le trasformazioni più profonde dell’ecosistema informativo, come l’impatto dell’IA, il potere delle piattaforme, la crisi dei modelli economici tradizionali e la ricerca di nuove forme di sostenibilità.
Inoltre, nel corso dei vari panel, sono emerse le traiettorie verso cui si orientano il giornalismo investigativo globale, le collaborazioni transnazionali, il rapporto con la giustizia internazionale e il ruolo sempre più rilevante delle comunità e del pubblico.
Non sono mancati interventi sui diritti umani, il genere, la sicurezza dei giornalisti e la necessità di sviluppare nuovi linguaggi e sintassi capaci di raccontare la complessità moderna.
Il ruolo di oltre 500 speaker al Festival Internazionale del Giornalismo
All’interno di questo grande mix di temi, che spaziano da politici a tecnologici, transitando per economici e culturali, si collocano voci, esperienze e testimonianze degli speaker dell’evento, che contribuiscono nel definire il futuro del giornalismo.
Argomenti di vario genere al centro del programma, tra cui le guerre, la precarietà del diritto internazionale, il crollo del finanziamento al giornalismo, la crisi della libertà di stampa, tra leggi repressive e attacchi ai media indipendenti, la manipolazione dell’informazione nell’era dell’IA, con piattaforme che ridefiniscono la realtà stessa.
Gli eventi, tra workshop e panel
Seguono poi la pressione degli oligarchi nei media e il declino dell’editoria indipendente, le inchieste giornalistiche che sfidano il potere, dai crimini di guerra in Ucraina ai regimi repressivi nel Medio Oriente, le donne nel giornalismo investigativo, il coraggio di raccontare storie censurate e la sovra-esposizione, compresi rischi, ai quali sono sottoposti coloro che svolgono questo mestiere.
Si è parlato anche del ruolo cruciale dell’informazione nella crisi climatica, della necessità di modelli editoriali sostenibili per garantire il futuro del giornalismo indipendente e del impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla produzione e diffusione delle notizie.
Il dibattito ha toccato anche il tema della fiducia nel giornalismo e delle “strategie” per riconquistare il pubblico in un’epoca di polarizzazione e campagne di disinformazione su larga scala.
Come accennato in precedenza, è stato dedicato un ampio spazio anche al tema dei diritti, esplorando il legame tra giornalismo e giustizia sociale. Si è discusso ad esempio dall’uguaglianza di genere alla rappresentazione delle minoranze nei media, fino alla denuncia della violenza sessuale nei contesti di guerra e repressione.



