“Il mio posto in ultima fila”, Santi Consoli racconta 60 anni di teatro e vita

“Il mio posto in ultima fila”, Santi Consoli racconta 60 anni di teatro e vita

CATANIA – Un viaggio lungo 60 anni di palcoscenico, tra sogni, sacrifici e passione. È questo il cuore de “Il mio posto in ultima fila”, il primo libro dell’attore, regista ed ex presidente Fita Santi Consoli, che sceglie di raccontarsi nero su bianco ripercorrendo la propria storia artistica e personale.

Un racconto autentico, che parte dall’entusiasmo di un giovane ragazzo “armato di sana incoscienza e tanta speranza”, fino a diventare una testimonianza viva della cultura teatrale catanese.

Dal debutto nel 1966 a oggi: una vita dedicata al teatro

Da quel debutto avvenuto il 19 marzo 1966 è successo un po’ di tutto – racconta Santi Consoli, figlio dell’indimenticato giornalista Giuliano – e a distanza di 60 anni ho deciso di scrivere non solo il mio vissuto come artista, ma anche come catanese che ha visto evolversi la storia culturale della città”.

Un percorso lungo e intenso, fatto di incontri, esperienze e battaglie culturali portate avanti con determinazione.

Presentazione alla Sala Harpago tra ricordi e immagini inedite

L’appuntamento è fissato per lunedì 27 aprile alle ore 18 alla Sala Harpago, dove Consoli, con la sua consueta ironia, ripercorrerà i momenti più significativi della sua carriera.

La presentazione sarà arricchita da immagini inedite e reperti fotografici d’epoca, in un racconto emozionante tra aneddoti, ricordi e batticuori che intrecciano la sua storia con quella della Sicilia e di Catania, indissolubilmente legate al teatro.

A dialogare con lui saranno la giornalista Elisa Guccione e l’attore Gino Astorina, padrone di casa dell’evento.



“Niente autocelebrazioni, solo verità e passione”

Odio le autocelebrazioni e non è mia intenzione che questa festa lo diventi – sottolinea Consoli – ma dopo 60 anni di attività e aver lavorato accanto a grandi professionisti come Michele Abruzzo, Mario Scaccia, Lea Padovani, Leo Gullotta e Natale Napoli, posso dire che tutto ciò che ho costruito è nato da una folle incoscienza mista a tanta passione, senza alcun aiuto”.

Parole forti, che raccontano una carriera costruita con determinazione e indipendenza.

Un libro senza filtri: nomi, storie e retroscena

Nel volume, Consoli non si limita a raccontare i successi, ma mette nero su bianco nomi, episodi e retroscena, senza timore di suscitare antipatie.

Una scelta coerente con il suo percorso: rimanere sempre se stesso, anche a costo di rinunciare a sostegni o opportunità, continuando però a promuovere il teatro attraverso iniziative come il Premio Scena e il Premio Musco, nati per sostenere e valorizzare il mondo dei teatranti.

Sessant’anni dopo, sempre in “ultima fila” ma protagonista

“Il mio posto in ultima fila” non è solo un titolo, ma una dichiarazione d’identità: quella di un artista che ha scelto di osservare, raccontare e vivere il teatro con autenticità, restando fedele a se stesso e alla sua visione.

Un libro che si propone come testimonianza viva di una vita dedicata all’arte, tra memoria, passione e impegno culturale.