Dissesto idrogeologico in Sicilia, De Luca: “Sindaci lasciati soli”

Dissesto idrogeologico in Sicilia, De Luca: “Sindaci lasciati soli”

TAORMINA (ME) – Il tema del dissesto idrogeologico a Taormina torna al centro del dibattito politico e tecnico con il convegno “Dall’emergenza alla prevenzione: una nuova strategia sulla difesa del suolo”, promosso dal Consiglio Nazionale dei Geologi al Palazzo dei Congressi. L’iniziativa, dedicata in particolare agli effetti del ciclone Harry e alla frana di Niscemi, è stata pensata come momento di confronto tra istituzioni ed esperti sui rischi che minacciano i territori più fragili.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Taormina Cateno De Luca, che ha trasformato il suo intervento in un affondo politico molto netto. De Luca ha denunciato l’assenza di rappresentanti regionali e nazionali a un appuntamento che ha definito cruciale per il futuro dei territori, sostenendo che proprio su questi temi la politica continui ad arrivare tardi e senza una visione strategica.

Nel suo ragionamento, il primo cittadino ha richiamato soprattutto il ruolo dei sindaci, ricordando che nei territori fragili sono la prima autorità locale di protezione civile e, di fatto, i primi a rispondere quando si verifica un disastro. Da qui la sua critica: mentre i cambiamenti climatici e i rischi connessi al dissesto idrogeologico sono noti da anni, i meccanismi decisionali e attuativi continuano, secondo De Luca, a non tenere il passo della realtà.

De Luca: “Sul dissesto idrogeologico i tecnici vanno ascoltati”

Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato il ruolo dei geologi e dei tecnici. De Luca ha sostenuto che la loro funzione venga ancora troppo spesso compressa dalla politica, nonostante il dissesto idrogeologico sia un settore già ampiamente studiato, con dati, priorità e aree di intervento ben individuate. Il messaggio lanciato da Taormina è chiaro: senza ascoltare le competenze tecniche, la prevenzione resta uno slogan e non si trasforma mai in opere concrete.



Il sindaco ha poi ricordato la propria esperienza amministrativa, citando il caso di Fiumedinisi, dove rivendica di avere assunto decisioni difficili per mettere in sicurezza il territorio. Nello stesso passaggio ha richiamato anche il caso Niscemi, definendolo emblematico di una politica che, a suo giudizio, interviene solo dopo l’esplosione dell’emergenza, spesso seguendo più il calendario giudiziario che quello della prevenzione.

I sindaci soli e il rischio per turismo e ambiente

De Luca ha denunciato anche l’isolamento degli enti locali, spiegando che in molti casi i sindaci sono costretti a intervenire con ordinanze urgenti perfino per ripristinare servizi essenziali. Nel suo intervento ha collegato il tema del dissesto non solo alla sicurezza, ma anche all’economia reale dei territori costieri, ricordando che la fascia ionica messinese vive di turismo e qualità ambientale e che ogni ritardo nella prevenzione rischia di compromettere anni di investimenti e sacrifici.

Tra gli esempi portati, anche quello dei finanziamenti ottenuti nel 2017 per gli interventi a mare a Santa Teresa di Riva. Secondo De Luca, il fatto che quei lavori non siano ancora partiti dimostra quanto le procedure, comprese quelle autorizzative e ambientali, possano rallentare anche opere considerate strategiche per la difesa del suolo. È proprio su questo punto che il sindaco ha insistito maggiormente: il passaggio dall’emergenza alla prevenzione non può restare una formula da convegno, ma deve tradursi in tempi certi, responsabilità chiare e scelte operative.

In chiusura, De Luca ha detto: “Si parla molto di intelligenza artificiale, ma il vero problema è l’assenza di una vera intelligenza politica”.