CATANIA – Un’operazione mirata contro i furti di energia elettrica ha portato alla denuncia di 12 persone nei quartieri Nesima e Cibali. I controlli sono stati coordinati dalla Polizia di Stato, con il supporto dei tecnici del Nucleo ispettivo di E-Distribuzione.
Le verifiche si sono concentrate in diverse zone della città, tra cui viale Mario Rapisardi e numerose strade limitrofe, dove sono emerse irregolarità diffuse nei sistemi di approvvigionamento elettrico.
Allacci abusivi nelle abitazioni
In zona Cibali, gli accertamenti hanno permesso di individuare nove abitazioni alimentate illegalmente, attraverso collegamenti diretti al quadro centralizzato della rete elettrica.
Un sistema che consentiva di prelevare energia senza alcun contratto, bypassando completamente i contatori.
Per questo motivo sono stati denunciati gli utilizzatori degli immobili, ritenuti responsabili di furto aggravato di energia.
Irregolarità anche a Nesima
Analoghe violazioni sono state riscontrate anche nel quartiere Nesima. In un salone di parrucchiere, gli agenti hanno rilevato un consumo anomalo che ha fatto scattare controlli più approfonditi.
All’interno del locale è stato scoperto un allaccio abusivo nascosto nel controsoffitto, utilizzato per alimentare l’attività commerciale. Il titolare è stato denunciato.
Manomissioni tecniche per aggirare i controlli
In un altro caso, lungo viale Mario Rapisardi, è stata accertata una sofisticata manomissione del sistema elettrico.
Gli operatori hanno individuato un intervento sul limitatore che permetteva di prelevare energia senza limiti, alimentando un’abitazione priva di contratto regolare. Anche in questo caso è scattata la denuncia.
Un fenomeno diffuso
Le operazioni confermano la presenza di un fenomeno ancora radicato, che comporta:
- danni economici rilevanti
- rischi per la sicurezza degli impianti
- possibili pericoli per gli stessi occupanti degli immobili
Note
Tutte le persone coinvolte sono state denunciate in stato di libertà. Resta fermo che la loro posizione sarà valutata dall’Autorità giudiziaria e che la responsabilità potrà essere accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.



