ITALIA – Ecco che ci risiamo. In un circolo vizioso e infinito, la recente realtà del calcio italiano continua a ripetersi fallimento dopo fallimento. Era successo nel 2018 e poi nel 2022. La naturalità delle cose voleva che il discorso uscisse anche quest’anno. E quindi siamo qui: l’Italia potrebbe essere ripescata ai Mondiali 2026? Tutto quello che c’è da sapere.
Italia ripescata al Mondiale? Facciamo chiarezza
Il calcio è la cosa più importante tra le meno importanti diceva un vecchio saggio. E quindi appoggiarsi a guerre e conflitti internazionali diventa l’opportunità per sperare di coprire i nostri insuccessi sportivi. Il punto interrogativo è stato innescato dalla probabile – ma non ancora ufficiale – non partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo.
La squadra medio-orientale, nonostante abbia conquistato sul campo la qualificazione. per ragioni di conflitto geo-politiche con gli Usa, sembra essere indirizzata verso il forfait. Dalla Fifa il “NO” dell’Iran non è ancora stato reso ufficiale, anzi, con quel suo tipico e malvagissimo sorriso, il presidente Gianni Infantino ha dichiarato che: “L’Iran parteciperà ai Mondiali e le partite si svolgeranno dove previsto, secondo il sorteggio. Siamo qui per questo. Siamo felicissimi perché è una squadra molto, molto forte, sono molto contento. Ho visto la squadra, ho parlato con i giocatori e con l’allenatore, quindi va tutto bene.Trump mi ha assicurato che l’Iran è benvenuto. Grazie al presidente, dimostra che il calcio unisce“.
Dichiarazioni che si contrappongono tuttavia a quelle “del premio Nobel per la pace” Donald Trump: “La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza“.
Il paradosso del regolamento
Ma cosa dice davvero il codice della FIFA? L’appiglio dei sognatori è l’articolo 6.7, che stabilisce come, in caso di esclusione di una federazione, sia la FIFA stessa a decidere sulla sostituzione a propria esclusiva discrezione. Non esiste alcun automatismo legato al ranking: l’idea che l’Italia venga scelta perché è la “prima delle escluse” in classifica è, purtroppo, pura utopia.
La realtà è che la FIFA non ha alcun interesse a forzare la mano per favorire gli azzurri a discapito di una nazionale asiatica (AFC). Il Mondiale allargato a 48 squadre ha già penalizzato l’Europa, che ha ottenuto solo tre posti in più nonostante l’altissimo numero di federazioni competitive. Premiare la UEFA a danno dell’Asia significherebbe per Infantino inimicarsi un bacino elettorale immenso in un momento di legami sempre più stretti con l’area degli Emirati.
Le dimissioni del presidente Gravina consegnano inoltre una federazione politicamente svuotata. Senza risultati sul campo e senza peso politico, l’Italia resta (esclusi colpi di scena) dove il destino sportivo l’ha confinata: fuori dal Mondiale, spettatrice di un torneo che non le appartiene più.




