Oltre lo scambio culturale: studenti dell’I.C.S. “Italo Calvino” di Catania con gli studenti cinesi costruiscono un incontro autentico

Oltre lo scambio culturale: studenti dell’I.C.S. “Italo Calvino” di Catania con gli studenti cinesi costruiscono un incontro autentico

CATANIA – Una delegazione di studenti e docenti dell’I.C.S. “Italo Calvino”, istituto guidato dal Dirigente Scolastico Prof. Salvatore Impellizzeri, insieme agli studenti e ai docenti della scuola “Gandhi” di Firenze, ha vissuto in Cina un’esperienza che sfugge alle definizioni abituali di “scambio culturale”. È stato qualcosa di più concreto e, allo stesso tempo, più intimo: un incontro vero.

È stato molto più di un viaggio, un passaggio profondo, dentro un modo diverso di guardare il mondo. Questo percorso affonda le sue radici in un protocollo d’intesa siglato tanti anni fa tra la Wenlan Middle School di Hangzhou e l’Istituto “Calvino” di Catania e mantenuto nel tempo, fra incontri e relazioni diplomatiche fra i dirigenti. Un patto costruito nel tempo, fatto di attese, interruzioni e ripartenze. Nel 2018 l’accoglienza degli studenti cinesi a Catania aveva aperto una porta. Poi la pandemia aveva imposto una distanza forzata. Ma non aveva cancellato il senso di quell’impegno. Lo aveva solo sospeso.

Riprendere quel cammino ha significato attraversare non solo migliaia di chilometri, ma anche una distanza culturale che si è rivelata, giorno dopo giorno, meno lontana di quanto si potesse immaginare.

Hangzhou ha accolto studenti e docenti con la sua energia composta: una metropoli moderna, attraversata da una storia millenaria che non si impone, ma si lascia scoprire. I templi, i musei, i paesaggi, le città vicine visitate insieme ai docenti cinesi — spesso accompagnati dalla presenza attenta del Preside Ren — non sono stati semplici tappe di un itinerario turistico. Sono diventati occasioni per fermarsi, osservare, comprendere.

I luoghi della produzione tradizionale, come quelli del tè, della seta e del bambù, hanno raccontato una Cina concreta, fatta di gesti antichi e precisione contemporanea. Ma è dentro la scuola che l’esperienza ha trovato il suo cuore.

La vita quotidiana alla Wenlan Middle School ha messo studenti italiani e cinesi fianco a fianco, senza filtri. Lezioni condivise, attività laboratoriali, momenti dimostrativi: non come spettacolo, ma come pratica reale. L’apprendimento è diventato scambio, e lo scambio relazione. Non c’era bisogno di tradurre tutto: bastavano l’attenzione, la curiosità, il rispetto.

Poi è arrivato il fine settimana nelle famiglie. Dal venerdì pomeriggio alla domenica, lontani dall’organizzazione scolastica, immersi nella quotidianità. È lì che molte cose hanno preso forma. Le case, i ritmi familiari, le abitudini, i silenzi e le risate: dettagli che nessuna visita guidata può restituire.



In quelle ore si sono create connessioni autentiche. Non dichiarate, non costruite, ma nate con naturalezza. Amicizie semplici, e proprio per questo durature. Uno scambio che non si è limitato alla cultura, ma ha toccato il modo di vivere.

Gli studenti sono tornati cambiati. Più consapevoli, forse meno certi di alcune idee, ma più aperti. Sono cresciuti perché hanno sviluppato nuove competenze e nuove qualità umane. Anche i docenti hanno portato con sé qualcosa: nuove prospettive educative, nuovi modi di pensare la relazione didattica, la comunità scolastica, il ruolo della scuola nel mondo.

In un tempo attraversato da conflitti che dividono e irrigidiscono, esperienze come questa non risolvono le grandi crisi globali. Ma fanno qualcosa di essenziale: mostrano che un’altra direzione è possibile.

Costruire legami, conoscersi davvero, abitare le differenze senza temerle. Non è retorica, è pratica. È ciò che accade quando si sceglie di incontrarsi.

Questo viaggio ha lasciato un segno. Non visibile, ma concreto. Un sigillo discreto di amicizia tra giovani e adulti, tra scuole, tra culture. Un piccolo passo dentro un’idea più grande: che la pace, prima di essere proclamata, deve essere vissuta. E per questo vogliamo ringraziare il Preside Impellizzeri per la sua lungimiranza e generosità perché ha sempre creduto in esperienze significative per i suoi studenti e per essersi impegnato a far vivere un’esperienza così preziosa e rara per tutti che è costata a lui , sicuramente la fatica di organizzare e coltivare le relazioni di stima e rispetto necessarie perchè tutto potesse svolgersi realmente e nel migliore dei modi, ma che ha ripagato tutta la comunità scolastica, in particolare i genitori che hanno creduto in questo viaggio che prima era un “sogno” diventato finalmente una bella realtà che resterà nel cuore degli studenti per sempre.

Articolo redatto con la collaborazione della Prof.ssa D’Amico Patrizia

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