CATANIA – Scossone a Palazzo degli Elefanti. Il consigliere comunale Riccardo Pellegrino e la consigliera Melania Miraglia hanno annunciato la loro uscita da Forza Italia e il passaggio al gruppo misto nel Consiglio comunale di Catania. Una decisione destinata a pesare negli equilibri interni del partito azzurro in città e in provincia.
Le ragioni della rottura saranno illustrate nel dettaglio nel corso di una conferenza stampa convocata per domani, lunedì 30 marzo, alle 9.30 a Palazzo Minoriti, ma intanto Pellegrino affida a una lunga nota parole durissime contro la gestione del partito in Sicilia e, in particolare, contro il commissario provinciale Marco Falcone.
“Forza Italia in Sicilia ha perso identità”
Nel suo affondo, Pellegrino sostiene che Forza Italia in Sicilia abbia ormai smarrito la propria identità politica. Nel mirino finisce soprattutto la gestione del partito in provincia di Catania, che secondo il consigliere non avrebbe prodotto aggregazione, ma isolamento e marginalizzazione di tutto ciò che non apparteneva a una precisa corrente interna.
Una critica che investe direttamente Marco Falcone, accusato di avere portato il partito verso un progressivo appiattimento politico e verso una linea di sostanziale subordinazione rispetto all’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Trantino.
L’accusa: “Partito svuotato, lontano da commercianti e quartieri popolari”
Pellegrino descrive una trasformazione profonda e negativa di Forza Italia, che a suo giudizio avrebbe abbandonato il profilo democratico-liberale, laico, riformista e pragmatico che un tempo lo caratterizzava. In particolare, il consigliere richiama il rapporto che il partito aveva storicamente con il tessuto produttivo e commerciale di Catania, quella città che – ricorda – veniva definita la Milano del Sud.
Secondo l’esponente adesso passato al gruppo misto, negli ultimi anni non si sarebbero viste iniziative concrete a favore dei quartieri popolari e delle fasce più deboli, mentre problemi come sicurezza, povertà, droga, trasporti e viabilità sarebbero stati troppo spesso sottovalutati o ignorati.
“Solo gestione del potere e occupazione di poltrone”
La rottura non è solo politica, ma anche amministrativa. Pellegrino denuncia infatti l’assenza di una vera visione per la città, sostenendo che non si sia lavorato per modernizzare la burocrazia comunale né per dare risposte strutturali a Catania.
Al contrario, il consigliere parla di una politica fondata sulla gestione del potere e sull’occupazione di poltrone, finalizzata esclusivamente a garantire la tenuta della coalizione. Una linea che definisce apertamente come una subordinazione politica che non intende più condividere.
“Sono nato in Forza Italia, ma oggi quei valori sono traditi”
Uno dei passaggi più forti della nota riguarda il piano personale e politico. Pellegrino rivendica infatti il proprio legame storico con Forza Italia, partito nel quale dice di essere nato politicamente nel 2004, nella scuola politica del senatore Pino Firrarello.
Ricorda di avere sempre creduto nei valori rappresentati da Silvio Berlusconi – liberalismo, libertà d’impresa, idea di uno Stato moderno e vicino ai cittadini – ma sostiene che oggi quei valori siano stati profondamente traditi.
Il richiamo ai quartieri e il riferimento a San Cristoforo
Nel suo intervento, Pellegrino insiste anche sul proprio radicamento nei quartieri popolari della città, a partire da San Cristoforo, dove è stato consigliere di quartiere tra il 2008 e il 2013. Rivendica un percorso politico costruito nelle periferie, poi proseguito come consigliere comunale tra le file dell’allora Popolo delle Libertà, come candidato alla Regione nel 2017 con Forza Italia e, successivamente, come candidato sindaco con una lista civica nel 2018.
Un’esperienza che oggi, spiega, vuole continuare a portare avanti fuori dal partito, concentrandosi sulle battaglie per la legalità, la sicurezza e il riscatto sociale.
Il passaggio sulle Europee e la stoccata a Falcone
Tra i punti più polemici della nota c’è anche il riferimento alla campagna per le Europee di Marco Falcone. Pellegrino sottolinea di avere sostenuto quella candidatura e ricorda che nel quartiere di San Cristoforo Falcone avrebbe raccolto oltre 2 mila consensi grazie anche al suo impegno. Un passaggio che il consigliere usa per rimarcare la propria autonomia politica e la mancanza di riconoscenza da parte dei vertici del partito.
Rivendica inoltre di non avere mai fatto della politica una professione e di avere conquistato il ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale con i voti, non per effetto di protezioni o padrinaggi politici.
“C’è chi festeggia la mia uscita, ma Forza Italia perde voti”
Pellegrino replica poi alle prime reazioni interne al partito, dicendosi sorpreso da chi avrebbe accolto con soddisfazione la sua uscita. Secondo il consigliere, non ci sarebbe nulla da festeggiare, perché Forza Italia perde un consigliere capace di portare migliaia di voti.
Anzi, aggiunge, dietro quelle reazioni potrebbe esserci preoccupazione, visto che anche altri amministratori starebbero facendo le stesse valutazioni. Un’accusa che apre uno scenario più ampio di malessere interno al partito azzurro, soprattutto nel Catanese.
L’appello a Marina Berlusconi e il ringraziamento a D’Agostino
Nella parte finale della sua nota, Pellegrino lancia un appello a Marina Berlusconi, auspicando un suo intervento per riportare Forza Italia in Sicilia a essere un partito credibile, radicato e realmente rappresentativo. A suo giudizio, la politica dovrebbe essere espressione delle persone e degli elettori, non il prodotto di nomine calate dall’alto.
Infine, il consigliere riserva parole di riconoscenza all’onorevole Nicola D’Agostino, indicato come una delle poche anime dialoganti rimaste all’interno del partito e come interlocutore con cui ha condiviso importanti battaglie, soprattutto per San Cristoforo e per i quartieri popolari della città.
Domani la conferenza stampa
Tutti i dettagli dell’uscita da Forza Italia e del passaggio al gruppo misto saranno illustrati domani mattina, nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Minoriti. Ma già adesso il messaggio lanciato da Pellegrino è chiarissimo: la frattura con il partito è totale e si accompagna a un attacco frontale alla gestione di Marco Falcone e alla linea seguita da Forza Italia a Catania e in Sicilia.



