CATANIA – Nel cuore di Catania, sotto il livello della città contemporanea, si cela un luogo silenzioso e denso di memoria: il Balneum delle Terme di Piazza Dante. Non un monumento imponente né uno spazio celebrativo, ma un luogo quotidiano dell’antichità, dove l’acqua, il calore e le voci umane si intrecciavano in una dimensione intima e collettiva.
Raccontare il Balneum delle Terme tramite la scrittura, il testo di Sofia Balsamo
È proprio da questa dimensione che prende forma il lavoro degli studenti della classe 3LB del Liceo Linguistico “G. Lombardo Radice” diretto dal Prof. Gianluca Rapisarda, sono stati guidati dalla prof.ssa Marcella Labruna che ha accettato di fare partecipare gli studenti seguendo un approccio narrativo ispirato alle Città invisibili di Italo Calvino: non una semplice descrizione, ma una restituzione emotiva e immaginativa del luogo.
Nel testo selezionato per la pubblicazione, il Balneum prende voce:
“Sono il Balneum, il luogo dove l’acqua calda incontra il silenzio…
tra queste mura non passano solo persone.
Passano anche i loro pensieri, le speranze e le attese.”
Le terme diventano così uno spazio dell’anima, oltre che della storia. Il vapore, le pietre, l’acqua calda custodiscono non solo pratiche quotidiane, ma frammenti di vita: attese, incontri mancati, relazioni sospese nel tempo. Il racconto, firmato da una studentessa della classe 3LB, Sofia Balsamo, risultata vincitrice, rappresenta l’esito di un lavoro collettivo di alto valore.
La Catania antica come strumento educativo e civico
L’intera classe ha infatti partecipato con impegno e sensibilità, producendo testi significativi e profondi: la selezione finale, culminata in una premiazione, testimonia la qualità del percorso svolto e la maturità raggiunta dagli studenti nella rielaborazione delle fonti storiche e archeologiche attraverso una scrittura creativa consapevole.
Accanto alla produzione testuale, gli studenti della classe 3LE hanno realizzato anche un modellino 3D del Balneum di Piazza Dante, restituendo in forma concreta e visiva la complessità della struttura termale. Un lavoro accurato e rigoroso, che unisce competenze linguistiche, storico-artistiche e digitali, in linea con le più attuali metodologie didattiche e con le pratiche di valorizzazione del patrimonio promosse dal FAI.
Il progetto si inserisce nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera, offrendo agli studenti l’opportunità di diventare narratori attivi del patrimonio culturale e interpreti consapevoli del territorio. Un risultato significativo, reso ancora più rilevante dal fatto che solo poche classi, sull’intero territorio catanese, hanno aderito all’iniziativa.
L’esperienza ha già trovato spazio nel circuito nazionale del FAI e sarà prossimamente valorizzata anche attraverso un articolo sulla stampa, ispirato al modello narrativo delle Città invisibili, che racconterà una giornata simbolica vissuta presso il Balneum. Il percorso è stato coordinato e seguito oltre che dalla docente Labruna anche dalla Prof.ssa Alina Rizza.
Un sentito ringraziamento va a tutti gli studenti coinvolti: ciascuno, con il proprio contributo, ha dato voce a un luogo antico, dimostrando come la scuola possa essere laboratorio di ricerca, narrazione e cittadinanza attiva. Un’esperienza che conferma come i luoghi non custodiscano soltanto pietre, ma pensieri, attese e memorie che continuano a parlare attraverso le nuove generazioni




