Frana di Niscemi, la Procura di Gela indaga: nel mirino interventi mai realizzati e fondi non utilizzati

Frana di Niscemi, la Procura di Gela indaga: nel mirino interventi mai realizzati e fondi non utilizzati

NISCEMI – Prosegue l’attività investigativa della Procura di Gela sulla frana che il 26 gennaio scorso ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, provocando il crollo di decine di abitazioni. Il fascicolo, al momento a carico di ignoti, ipotizza il reato di disastro colposo.

Frana di Niscemi: i fatti

Il procuratore capo Salvatore Vella ha già avviato una serie di audizioni per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità. Nei giorni scorsi è stato sentito per oltre 8 ore, come persona informata sui fatti, l’ingegnere Tuccio D’Urso, che nel 1997, anno di una precedente e significativa frana nella stessa area, ricopriva il ruolo di responsabile della Protezione civile siciliana.

Successivamente è stato ascoltato anche un altro ex dirigente della Protezione civile regionale, l’ingegnere Calogero Foti, convocato negli uffici della squadra mobile di Caltanissetta.



DUrso, già subito dopo il recente evento, aveva richiamato l’attenzione sugli interventi avviati a seguito della frana del 1997, sottolineando come, una volta conclusa la fase emergenziale, molte opere previste non siano mai state portate a termine. Tra queste, la realizzazione della rete fognaria e dei canali di gronda, ritenuti fondamentali per evitare infiltrazioni dacqua, indicate come una delle principali cause del dissesto.

All’epoca era stata nominata commissaria la Prefetta di Caltanissetta Giannola, anche lei ascoltata dagli inquirenti. Secondo quanto riferito dall’ex dirigente, su quel versante non si sarebbe dovuto costruire e le criticità legate alla gestione delle acque erano già state individuate.

Le indagini

Le indagini della Procura si concentrano ora proprio sui mancati interventi di messa in sicurezza, sui lavori di consolidamento mai eseguiti e sull’utilizzo dei fondi stanziati nel corso degli anni. Gli investigatori hanno acquisito una vasta documentazione con l’obiettivo di ricostruire in modo dettagliato la storia della frana e accertare eventuali omissioni o responsabilità.