PALERMO – Si è spento a Palermo l’ex giudice Sergio La Commare, magistrato che ha attraversato alcune delle stagioni più complesse della giustizia italiana, ricoprendo prima il ruolo di Gip e successivamente quello di componente di una sezione penale del tribunale.
La carriera di Sergio La Commare
Nel corso della sua carriera si occupò anche del caso di Bruno Contrada, per il quale firmò l’ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta della Procura alla vigilia del Natale del 1992 nei confronti dell’allora numero tre del Sisde. Proprio nell’ambito di quella vicenda, La Commare fu sottoposto a procedimento disciplinare e sanzionato dal Csm, dopo il ritrovamento negli atti d’indagine di un appunto informale con indicazioni rivolte al pubblico ministero.
Sempre come Giudice per le indagini preliminari, dispose l’archiviazione, su richiesta dei pm Guido Lo Forte e Roberto Scarpinato, di un filone dell’inchiesta su mafia e appalti. Una decisione tornata recentemente al centro del dibattito, anche alla luce delle dichiarazioni del generale Mario Mori, autore del dossier insieme al colonnello Giuseppe De Donno, che ha ipotizzato un possibile “insabbiamento”.
La Commare è stato inoltre giudice a latere nel collegio presieduto da Claudio Dall’Acqua che ha condannato Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, uno dei processi più rilevanti degli ultimi decenni.
Una vita di passioni
Accanto all’attività giudiziaria, coltivò a lungo la passione per lo sport, in particolare per il tennis e il ciclismo, praticati anche dopo il congedo dalla magistratura. Fu tra i primi iscritti al Tennis Club Palermo 2, che oggi lo ricorda come un “uomo autentico e generoso”.
L’ultimo saluto
I funerali si terranno il 26 marzo alle ore 10 nella parrocchia Maria Santissima Madre della Chiesa.




