Ex Almaviva in piazza a Palermo: “Siamo invisibili, vogliamo lavoro”

Ex Almaviva in piazza a Palermo: “Siamo invisibili, vogliamo lavoro”

PALERMO – Tornano a protestare gli ex lavoratori Almaviva Contact, con un sit-in in piazza Indipendenza, davanti alla Presidenza della Regione Siciliana, per chiedere tempi certi sulla ricollocazione occupazionale.

Maschere bianche e cuffie: “Così non possiamo più aspettare”

Circa un centinaio di manifestanti ha preso parte alla protesta organizzata dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Ugl.

I lavoratori hanno indossato maschere bianche, simbolo di una condizione di invisibilità, e le cuffie con microfono, strumento che per anni ha rappresentato il loro lavoro nei call center.

Tra i cartelli esposti si leggono messaggi chiari: “Vogliamo risposte, basta attese”, “Siamo morti, rivogliamo il nostro lavoro”, “Noi ex Almaviva, vittime di Stato”.

I progetti della Regione fermi al palo

Al centro della protesta, i ritardi nei progetti annunciati dalla Regione Siciliana per la ricollocazione dei lavoratori.

Le ipotesi in campo riguardano:



  • l’attivazione del numero unico europeo 116-117 per l’assistenza sanitaria non urgente, dove potrebbero essere impiegati circa 130 lavoratori
  • la digitalizzazione delle cartelle cliniche regionali, destinata agli altri ex dipendenti

Tuttavia, secondo i sindacati, entrambi i progetti risultano ancora bloccati.

La voce dei lavoratori

Indosso le cuffie perché questo è stato il mio lavoro per vent’anni – racconta Sabrina Di Giovanni, 46 anni – grazie a questo lavoro ho cresciuto la mia famiglia, ma oggi non abbiamo certezze sul futuro”.

Sindacati: “Serve un incontro con Schifani”

I rappresentanti sindacali chiedono un confronto immediato con il presidente della Regione Renato Schifani.

I progetti annunciati per garantire l’occupazione dei 387 lavoratori sono fermi – spiegano i sindacati – e quello sulla digitalizzazione delle cartelle cliniche desta particolare preoccupazione, perché al momento non risulta alcuna attività concreta”.

Lavoratori senza risposte

La mobilitazione prosegue con l’obiettivo di ottenere risposte concrete e tempi definiti, mentre cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale di centinaia di famiglie.