SAN GIOVANNI LA PUNTA – Per celebrare la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, venerdì 20 marzo nell’Auditorium del Centro scolastico Polivalente di San Giovanni La Punta, si è tenuto un incontro-conferenza sul beato giudice Rosario Livatino. L’evento è stato organizzato dall’I.T.E.T. “E. De Nicola” e ha avuto come relatore l’On. Anthony Emanuele Barbagallo, Segretario della Commissione parlamentare antimafia; sono intervenuti, altresì, il comandante dei carabinieri di S. G. La Punta, Nunzio Ferrarotto, il sindaco di S. A. Li Battiati, Marco Rubino, l’assessore Giovanni Petralia, per il comune di S.G. La Punta, e il sac. Gaetano Sciuto, vicario foraneo. All’incontro, facente parte delle attività d’istituto previste per l’educazione alla legalità e per l’educazione civica, hanno partecipato gli alunni delle classi quarte e quinte.
Sin dalla presentazione, a cura della Dirigente Scolastica prof.ssa Elena Anna Giuffrida, è emersa l’attenzione dimostrata dall’Istituto nei confronti dell’importante tematica e, quindi, della necessità di educare i giovani a riconoscere e contrastare l’illegalità e la mentalità mafiosa, insegnando loro il rispetto delle regole, la lealtà e la responsabilità, essenziali per la coesione sociale e la convivenza civile. Le prof. esse Di Mauro e Vasile (referenti per l’educazione alla legalità) a tal proposito, facendo riferimento allo slogan del percorso di quest’anno promosso dall’associazione Libera – “fame di verità e giustizia” -, hanno sottolineato come la parola “fame” equivalga a un desiderio di giustizia, verità e responsabilità condivisa, per contrastare le molteplici forme di privazione di diritti e di futuro che le mafie e le ingiustizie sociali continuano a produrre.
Quindi, è intervenuto l’On. Barbagallo, che ha tracciato un profilo chiaro ed esaustivo del giudice Livatino, facendo risaltare la correttezza e l’umanità del giovane magistrato “capace di coniugare il rigore del diritto con la profondità della coscienza morale”; un uomo che con il suo esempio concreto si fa testimone del nostro tempo, una figura “che ha saputo farsi ponte tra fedeltà alla legge e apertura alla trascendenza”. Inoltre, l’Onorevole, stimolato dalle domande di alunne e alunni, ha ricostruito in modo puntuale ed efficace le tappe salienti della storia passata della mafia nel contesto siciliano degli ultimi cinquant’anni, ponendo l’accento, altresì, sull’evoluzione del quadro normativo e delle misure a disposizione per contrastarla.
Più volte si è sottolineata l’importanza del ruolo della scuola nell’educare i giovani a riconoscere e contrastare l’illegalità e la mentalità mafiosa, nel formare cittadini attivi, soprattutto attraverso l’insegnamento della Costituzione e la prevenzione della violenza. Questo aspetto è stato ribadito dal Comandante Ferrarotto e dal sac. Sciuto, i quali, rivolgendosi ai ragazzi, hanno sottolineato la necessità di una presa di coscienza delle giovani generazioni, della consapevolezza che anche nella quotidianità ognuno può riconoscere e combattere la mafia.
L’incontro, protrattosi per circa due ore, ha visto la partecipazione attenta e matura di alunne e alunni, rivelandosi così una preziosa occasione per riflettere insieme sul valore della legalità, della giustizia e del coraggio, mantenendo vivo il ricordo e l’esempio del giudice Livatino.




