Terremoto al Ministero della Giustizia, Delmastro e Bartolozzi si dimettono

Terremoto al Ministero della Giustizia, Delmastro e Bartolozzi si dimettono

ROMA – Giornata delicata al Ministero della Giustizia, dove Andrea Delmastro Delle Vedove ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia e Giusi Bartolozzi ha lasciato il ruolo di capo di Gabinetto.

La decisione arriva in un clima già segnato da tensioni e polemiche. Fino a poche ore prima, intervenendo nel corso della trasmissione Start su Sky TG24, il ministro della Giustizia aveva escluso qualsiasi ipotesi di cambiamento ai vertici del dicastero. Alla domanda sulla posizione della capo di Gabinetto, aveva infatti risposto: «No, assolutamente».

La nota di Delmastro

A ufficializzare il passo indietro è stato lo stesso Andrea Delmastro, che in una nota ha parlato di una scelta assunta per senso di responsabilità istituzionale.

«Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e, pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza», ha dichiarato.

Nella stessa nota, Delmastro ha aggiunto di assumersi la responsabilità della vicenda «nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il Governo e verso il Presidente del Consiglio».

Il caso Bartolozzi

Per quanto riguarda Giusi Bartolozzi, il suo nome era finito al centro delle polemiche dopo alcune dichiarazioni sulla magistratura pronunciate durante una trasmissione televisiva su Telecolor. Le esternazioni avevano innescato forti reazioni politiche e istituzionali, alimentando un acceso dibattito sull’opportunità delle sue parole in relazione al ruolo ricoperto al Ministero.

La vicenda che ha coinvolto Delmastro

Sul fronte di Delmastro, l’attenzione si era concentrata invece su una vicenda societaria riguardante la “Le 5 Forchette Srl”, società nella quale il sottosegretario deteneva una quota. Nella compagine figurava anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, detenuto nel carcere di Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a quattro anni nell’ambito di un’indagine della Dda di Roma sul clan camorristico riconducibile a Michele Senese.