SICILIA – “Le cure palliative domiciliari non sono un commercio, bisogna tutelare le associazioni del settore che operano in Sicilia da oltre vent’anni”.
Lo dice Luigi Zancla, presidente della Samo Ets, società per l’assistenza del malato oncologico, che ha organizzato con l’università di Palermo un incontro allo Steri per “sottolineare l’urgenza di promuovere una cultura delle cure palliative più diffusa e consapevole, capace di superare barriere culturali e organizzative”.
A fronte di un diritto sancito dalla legge 38 del 2010, la copertura assistenziale nell’Isola si attesta intorno al 23% del fabbisogno al disotto della media nazionale del 33%.
“Difendere le cure palliative in Sicilia”
Zancla evidenzia come “la revisione del sistema di accreditamento nel settore sociosanitario, con le gare d’appalto, spalanca le porte a un futuro incerto – dice – perché non siamo in grado di competere con le grosse realtà economiche che potrebbero avvalersi della loro forza finanziaria per toglierci il lavoro e fare diventare le cure palliative un affare”.
La scadenza per il cambio di rotta è fissata per il 31 dicembre del 2026, data in cui la riforma cesserà di essere transitoria. ”Chiediamo alla Regione di riflettere su questa prospettiva di fine anno, che vedrebbe il terzo settore in difficoltà – afferma Zancla – difendiamo le cure palliative dalle speculazioni”.
In Sicilia, oltre due pazienti su tre che necessitano di cure palliative non riescono ad accedervi e, quando vi accedono, l’assistenza tende spesso a concentrarsi solo sugli aspetti fisici della malattia, trascurandone le dimensioni psicologica ed emotiva.
“Le cure palliative rappresentano un’emergenza medica – osserva il rettore Massimo Midiri – molte persone non riescono ad accedervi, c’è difficoltà per avere questo trattamento e, soprattutto, c’è il cambio di paradigma sul fine vita che deve essere interpretato da specialistiattrezzati “.
“L’incontro di oggi con la Samo – sottolinea il rettore – non fa altro che evidenziare la sinergia con l’università e con il Policlinico sul campo delle cure palliative, dove interveniamo dando voce a queste associazioni, avviando corsi di laurea con specializzazioni, perché sono necessari medici con le competenze giuste”.



