La vendetta sventata a Porto Empedocle: condanna definitiva per Luca Adorno

La vendetta sventata a Porto Empedocle: condanna definitiva per Luca Adorno

PORTO EMPEDOCLE – Si conferma la condanna a tre anni di reclusione per Luca Adorno, il 38enne patteggiatore della pena per detenzione illegale di armi e ricettazione. Dichiarato, infatti, dalla Corte di cassazione inaccettabile il ricorso, rendendo così irrevocabile la sentenza emessa dal giudice circa le indagini preliminari del 20 ottobre scorso.

La condanna di Luca Adorno e la vendetta per il fratello ucciso

L’uomo era stato arrestato dieci mesi fa per mano dei carabinieri, che avevano rinvenuto nel suo garage una pistola Beretta calibro 40 con matricola abrasa. Ad accompagnare l’arma, poi, undici proiettili, una maschera di Salvador Dalì, indumenti scuri, guanti, occhiali e una targa rubata.

Tale equipaggiamento, secondo quanto dichiarato dagli investigatori, sarebbe dovuto servire per un agguato nei confronti di Giuseppe De Rubeis. Quest’ultimo infatti è stato condannato a 13 anni per l’omicidio del fratello di Luca Adorno, Giuseppe Adorno, ucciso e bruciato nelle campagne di Montaperto nel 2009.

L’inchiesta portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, poi, ha permesso di identificare un vero e proprio piano di vendetta. Piano che, tuttavia, non ha avuto successo in seguito al pentimento del sicario incaricato, a cui erano stati 20 mila euro per uccidere De Rubeis. Il sicario infatti, dopo essersi tirato indietro, aveva restituito 14 mila euro ad Adorno, che è stato poi perquisito ed arrestato