ITALIA – L’ora legale (che scatterà la prossima domenica, 29 marzo) potrebbe diventare permanente in Italia, ed è già partito alla Camera l’Iter Parlamentare.
Secondo quanto emerge – infatti – la Decima Commissione della Camera dei deputati ha approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva, presentata lo novembre dopo la sollecitazione di Società Italiana di Medicina Ambientale, Consumerismo No profit e del deputato della Lega Andrea Barabotti.
L’ora legale potrebbe diventare permanente in Italia
Le radici di questo dibattito affondano nel 2018, quando una maxi-consultazione pubblica promossa dalla Commissione Europea registrò un vero e proprio plebiscito. Su 4,6 milioni di cittadini partecipanti, ben l’84% votò per l’abolizione del doppio cambio di lancette annuale.
Un anno dopo, il Parlamento UE diede il via libera a una direttiva per lasciare carta bianca ai singoli Stati membri sulla scelta del fuso orario definitivo. Da allora, però, complice l’esplosione della pandemia e le divergenze politiche tra le capitali europee, il dossier era rimasto bloccato.
Il risparmio energetico tra i vantaggi della proposta
A spingere oggi verso un’accelerazione sono soprattutto i numeri, che mettono in luce i vantaggi tangibili del sistema estivo. Stando ai dati ufficiali diffusi da Terna, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha garantito al nostro Paese un taglio dei consumi elettrici di oltre 12 miliardi di kWh.
Un risparmio energetico che si è tradotto in circa 2,3 miliardi di euro rimasti nelle tasche degli italiani. A questo si affianca un impatto ambientale di assoluto rilievo: secondo le stime della SIMA, il mantenimento dell’orario estivo permette di tagliare tra le 160mila e le 200mila tonnellate di emissioni di CO2 all’anno, un beneficio per l’aria equivalente a quello generato dalla piantumazione di un bosco di 2-6 milioni di nuovi alberi.
Dopo il 30 giugno la decisione definitiva
Di fronte a queste evidenze, l’indagine conoscitiva appena avviata punta a mettere sulla bilancia i pro e i contro di uno stop al cambio stagionale. L’obiettivo è valutare in modo scientifico e oggettivo le ricadute economiche, produttive e sociali dell’ora legale permanente, prendendo in considerazione anche l’ipotesi di una fase di sperimentazione iniziale.
Il prossimo step prevede l’avvio di un ciclo di audizioni mirate. Nelle prossime settimane verranno ascoltati esperti accademici, rappresentanti delle istituzioni (italiane ed europee), associazioni di categoria come Confindustria e Confcommercio, oltre alle sigle a tutela dei consumatori.
Questo tavolo di confronto dovrà chiudere i lavori entro il prossimo 30 giugno, fornendo a Parlamento e Governo un quadro completo e aggiornato per prendere, finalmente, una decisione definitiva.



