CATANIA – La Polizia di Stato ha arrestato Giuseppe Sciacca in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Torino.
Il provvedimento deriva da una condanna definitiva a 4 anni e 5 mesi di reclusione, oltre a una multa di 17 mila euro.
Rintracciato nel centro storico dopo mesi di spostamenti
Dopo l’emissione del provvedimento, la Digos di Catania ha avviato un’intensa attività investigativa per rintracciare l’uomo, che negli ultimi mesi aveva cambiato più volte domicilio, spostandosi anche all’estero.
Gli agenti sono riusciti a localizzarlo nel centro storico cittadino, nei pressi dell’abitazione dei familiari, dove è stato bloccato e arrestato.
Successivamente è stato condotto nel carcere di Catania.
Il profilo: esponente dell’area anarchica
Sciacca, di 47 anni, è considerato un esponente di rilievo dell’area anarchica insurrezionalista, con numerosi precedenti di polizia.
Era già stato arrestato nel 2019 nell’ambito dell’operazione “Scintilla”, coordinata dalla Procura di Torino, per reati legati a materiale esplosivo.
Precedenti tra Italia ed estero
Nel corso degli anni, il suo nome è emerso in diversi episodi:
- nel 2004 per il lancio di bottiglie incendiarie contro una stazione dei carabinieri a Catania
- nel 2008 per disordini e uso di ordigni esplosivi durante manifestazioni
- tra il 2021 e il 2023 per attività nell’area anarchica in Spagna, con segnalazioni e provvedimenti delle autorità locali
Dagli arresti domiciliari alle evasioni
Più recentemente, nel 2023, era stato arrestato a Catania per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
Sottoposto ai domiciliari, avrebbe poi violato più volte la misura, fino alla detenzione in carcere e alla successiva scarcerazione nel maggio 2024 per fine pena.
Un arresto ritenuto di rilievo operativo
L’operazione viene considerata di particolare importanza dagli investigatori, anche per il profilo del soggetto e il suo coinvolgimento in ambienti radicali.
L’arresto si inserisce nelle attività di prevenzione e contrasto svolte dalle Digos a livello nazionale, sotto il coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione.



