Palermo, mille nomi contro la mafia: studenti in piazza per la memoria e l’impegno

Palermo, mille nomi contro la mafia: studenti in piazza per la memoria e l’impegno

PALERMO – Una scalinata trasformata in luogo di memoria. Davanti al Teatro Massimo, centinaia di studenti hanno partecipato alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, leggendo ad alta voce oltre mille nomi.

Un gesto semplice ma potente, che restituisce identità e dignità a chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata.

Coinvolti 1.500 studenti da tutta la provincia

All’iniziativa hanno preso parte circa 1.500 studenti, dai 6 ai 18 anni, provenienti da 31 scuole di Palermo e provincia.

L’evento è stato promosso dalla Rete per la cultura antimafia insieme a Libera, da anni impegnata nella diffusione della cultura della legalità.

Un momento di forte impatto educativo

Secondo il dirigente scolastico Giusto Catania, si è trattato di un momento particolarmente intenso:
molti studenti non erano ancora nati al tempo delle stragi, ma attraverso questa esperienza entrano in contatto diretto con la memoria collettiva.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il ricordo in consapevolezza e responsabilità.

Messaggi chiari contro il silenzio

Gli studenti hanno anche realizzato cartelloni con frasi forti e dirette, esposte lungo le ringhiere del teatro:

  • “La mafia uccide, il silenzio pure. Noi scegliamo di non tacere”
  • “Le vittime innocenti non sono numeri”
  • “Ricordare è un dovere, lottare è una scelta”

Parole che testimoniano un impegno concreto delle nuove generazioni.

La scuola come presidio di legalità

L’iniziativa ribadisce il ruolo centrale della scuola come luogo di educazione civica e costruzione di una comunità consapevole, capace di opporsi ai modelli mafiosi.

Un percorso che passa dalla memoria per arrivare all’azione.

Memoria che diventa futuro

La lettura dei nomi non è solo commemorazione, ma un atto collettivo che guarda avanti: un modo per trasformare il dolore in impegno e costruire una cultura della legalità radicata nelle nuove generazioni.