Finalmente demolita l’ultima baracca di via Ennio nel Messinese: il via ai lavori per la strada di collegamento con l’asse viario di Don Bosco

Finalmente demolita l’ultima baracca di via Ennio nel Messinese: il via ai lavori per la strada di collegamento con l’asse viario di Don Bosco

TAORMINA – Abbattuta l’ultima baracca di via Ennio nel Messinese. Liberata l’area del rione a Taormina dove sarà realizzata la strada di collegamento con l’asse viario di Don Bosco.

L’attività di sgombero e bonifico, che ha portato alla demolizione di circa 50 baracche che costeggiavano il muro di cinta del XXIV Artiglieria, va oltre il recupero urbanistico.

La porzione di territorio liberato è infatti un’opera di vitale importanza per la mobilità tra la zona sud e il centro della città.

Adesso si potrà realizzare la strada di collegamento tra la via Taormina e l’incrocio tra le vie Edison e Pacinotti, diminuendo il flusso di transito di tutta la zona sud e decongestionando la via Farina a favore dello snodo Don Blasco.

In via Ennio Quinto sono state demolite 50 unità abitative e altre 20 in via Taormina.

In programma anche l’abbattimento di 45 baracche in via Edison e di altre 27 in via Taormina, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’area sgomberata.

Le dichiarazioni del presidente Renato Schifani

“È stato fatto un importante lavoro di squadra – dichiara il presidente della Regione Renato Schifani, commissario straordinario al risanamento delle baraccopoli di Messina – non saremmo riusciti a restituire quest’ampia parte di territorio all’uso pubblico senza la sinergia tra i vari enti coinvolti. L’obiettivo comune di cambiare la città, dare alloggi dignitosi e trasformare il territorio, ha fatto sì che lavorando insieme si arrivasse a questi traguardi”.

L’intervento ha visto infatti la partecipazione tra gli uffici della Struttura commissariale, l’impresa edile Cericola, il Genio civile, ArisMe, il Comune, Italgas, Amam ed Enel.

Alla demolizione presente anche il commissario straordinario del Comune di Messina Piero Mattei, che ha potuto attestare l’importanza delle attività di risanamento per cancellare il degrado e il disagio abitativo, apprezzando i risultati ottenuti tramite l’impegno di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Ad accompagnarlo il sub commissario al risanamento Santi Trovato che ha illustrato il lavoro svolto e il cronoprogramma delle prossime opere.

Le origini della baraccopoli

La baraccopoli del rione di Taormina, la seconda più popolosa di Messina, risale alla fine degli anni Trenta. Alle porte della seconda visita di Mussolini, nell’agosto 1937, si avvertì l’urgenza di eliminare le ultime costruzioni in legno dal post terremoto 1908 e trasferire gli sfollati in nuovi alloggi.

Venne quindi utilizzato il terreno agricolo dell’attuale rione Taormina, con lo scopo di costruire casette più resistenti, con blocchi di pietra arenaria vulcanica. Doveva essere una soluzione temporanea, invece l’attuale gruppo di baracche si ampliò fino ad assumere l’aspetto attuale, durato oltre un secolo.