ITALIA – Oggi e domani ognuno di noi è chiamato al voto: ci pronunceremo su una revisione della Costituzione – già approvata dal Parlamento – riguardo alla separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero, ovvero tra magistrato giudicante e magistrato requirente, al timone delle indagini.
Referendum sulla magistratura, cosa cambierebbe nella Costituzione
Secondo quanto si apprende, il testo approvato prevede la modifica degli articoli 87 (decimo comma), 102 (primo comma), 104, 105, 106 (terzo comma), 107 (primo comma) e 110. Ben sette articoli che comporterebbero la creazione di due Consigli superiori della magistratura distinti, uno per i giudici e uno per i pm: in questo modo si affiderebbe ai pubblici ministeri un autonomo organo di autogoverno. In entrambi gli organi ci sarebbe una prevalenza togata. La differenza? Opererebbero separatamente.
Il passaggio di funzioni e i due concorsi
Oggi la magistratura italiana costituisce un ordine unico: chi vince il concorso indetto dal Ministero della Giustizia può – nel corso della sua carriera – passare dal ruolo giudicante a quello requirente e viceversa, seppure con i limiti introdotti dalle riforme più recenti.
Con l’approvazione di questa revisione costituzionale verrebbero istituiti due concorsi pubblici distinti: uno per l’accesso alla magistratura giudicante e uno per quella requirente. Una volta intrapresa una delle due strade, non sarà più possibile transitare nell’altra.
Sdoppiamento del CSM e la questione sorteggio
Il Consiglio Superiore della Magistratura, il CSM, attualmente l’unico organo di autogoverno per tutti i magistrati, verrebbe sdoppiato in due organi distinti: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Entrambi continuerebbero a essere presieduti dal Presidente della Repubblica.
Nella proposta di separazione delle carriere rientrano anche le modalità di selezione dei componenti: è previsto il ricorso al sorteggio, con l’obiettivo di eliminare il ruolo delle correnti all’interno della magistratura. Oggi i membri togati – 20 magistrati – sono eletti tramite votazione tra i magistrati stessi; gli altri 10 vengono scelti dal Parlamento.
Con la riforma, i togati tra magistrati requirenti e giudicanti saranno sorteggiati. I laici, invece, saranno indicati da un elenco di professori ordinari di università specializzati in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, predisposto e approvato dal Parlamento.
L’Alta Corte Disciplinare
È inoltre prevista una Corte disciplinare di rango costituzionale – l’Alta Corte disciplinare – che avrà il compito di supervisionare i procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Sarà composta da 15 giudici per la durata in carica di quattro anni. Nello specifico:
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3 nominati dal Presidente della Repubblica tra professori con almeno 20 anni di esercizio;
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3 estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento;
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6 estratti a sorte tra giudici con almeno 20 anni di esercizio;
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3 estratti a sorte tra pm con gli stessi requisiti.
Ente che sottrarrebbe, di fatto, la competenza ai due nuovi CSM sui provvedimenti disciplinari. Attualmente a giudicare le condotte dei magistrati è l’apposita Sezione interna al CSM stesso.
Con la nuova architettura costituzionale, questa funzione giudicante verrebbe affidata a un organo terzo e indipendente rispetto ai Consigli superiori, separando così la gestione amministrativa e delle carriere dal potere sanzionatorio.
Quando si vota
Le votazioni sono aperte oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15. A differenza dello scorso anno, non è previsto un quorum: il risultato dipenderà esclusivamente dal numero degli elettori. Decisione che, secondo quanto emerge, risulta coerente con la natura del referendum, che mira a consentire al corpo elettorale di assumere una decisione definitiva su una revisione costituzionale.



