QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.
Vi siete mai immaginati una guerra in cui i soldati combattono da seduti e i fucili sono connessi ad una porta USB? E se fosse possibile subire gli effetti di una bomba, ma senza alcuna esplosione?
Anche solo la semplice idea di un evento del genere appare come mera fantascienza, eppure è un rischio in persistente aumento e in quanto tale sarebbe un errore non documentarsi a fondo sui meccanismi che lo regolano!
L’elenco dei pericoli correlati al mondo digitale è indubbiamente vasto, ma ancora in pochi sanno davvero cosa comporterebbe una “cyberwarfare” (guerra cibernetica).
Malgrado ciò, esistono già fenomeni tangibili su scala relativamente ridotta, come le campagne di attacchi informatici volte a paralizzare interi servizi, avvenute nell’odierno conflitto russo-ucraino, che cominciano a far presagire le papabili conseguenze di un nuovo conflitto di portata globale, che stavolta potrebbe spostare il suo focus su un campo di battaglia fatto da “0 e 1”, invece che da trincee e distese di terra.
Gruppi di hacker organizzati, come il collettivo Anonymous, sono in grado di far collassare complesse infrastrutture informatiche, attraverso operazioni coordinate, anche nel giro di poche ore. Si pensi al danno che causerebbe l’eliminazione improvvisa delle informazioni sensibili contenute nel database di un ospedale: sarebbe disastroso.
La preoccupante verità è che, per realizzare queste aggressioni catastrofiche, non servono necessariamente le manovre di un governo, bensì, a volte, è sufficiente l’ingegno di uno “smanettone”: a gennaio del 2025 l’attenzione mediatica venne attirata da un ragazzo quindicenne di Cesena, il quale fu indagato, poiché nel tempo libero pare modificasse i voti insufficienti direttamente dai siti web dei registri elettronici scolastici e dirottasse navi petroliere nel Mediterraneo, come riportato da Rainews.
Insomma, le dinamiche immaginabili sono praticamente infinite e i casi reali aumentano esponenzialmente… Non è una casualità che dal 2016, a seguito del Summit della NATO a Varsavia, il dominio cibernetico sia riconosciuto internazionalmente come quinto dominio militare, al pari di terra, acqua, cielo e spazio.
È pertanto fondamentale che la curiosità si accenda tra le menti delle nuove generazioni, affinché studino i processi volti a proteggere i nostri, tanto utilizzati, sistemi digitali e conoscano i sottili equilibri che regolano gli intricati mondi del diritto internazionale e di quello informatico, dei quali si sentirà parlare sempre più spesso, di fronte all’evidente possibilità di un futuro conflitto che potrebbe non lasciare macerie e rottami, ma grandi vuoti digitali.
Nicolosi Andrea 5^BI – Itis Gallileo Ferraris – San Giovanni La Punta (CT)



