QUESTO ARTICOLO FA PARTE DEL CONCORSO DIVENTA GIORNALISTA, RISERVATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA.
In Afghanistan con il ritorno al potere dei talebani nel 2021, sono state introdotte ulteriori restrizioni nei confronti delle donne, confinandole in una condizione di totale isolamento.


Le nuove restrizioni hanno progressivamente confinato le donne, in una situazione di isolamento sociale e culturale, limitandone la presenza nella vita pubblica e l’accesso ai diritti fondamentali.
Tra le misure più severe vi è, il divieto per le ragazze di frequentare la scuola secondaria e l’esclusione delle donne dall’università. In alcune istituzioni sono stati inoltre rimossi testi scritti da autrici o materiali ritenuti non conformi all’interpretazione religiosa dominante, con conseguenze non solo sul piano educativo, ma anche su quello culturale e simbolico.
Le difficoltà non si fermano all’ambito scolastico. Sul piano economico, molte donne hanno perso il lavoro, soprattutto nel settore pubblico e nell’istruzione, peggiorando la crisi del Paese e aumentando la fragilità delle famiglie. A livello sociale, le rigide regole sull’abbigliamento e sulla presenza negli spazi pubblici, limitano la libertà personale e l’accesso ai luoghi di socialità. Inoltre, l’indebolimento delle tutele contro la violenza di genere, rende più difficile denunciare abusi e ottenere giustizia.
Nonostante il contesto autoritario, emergono comunque forme di resistenza come, reti informali di istruzione, lezioni clandestine e iniziative online, cercano di difendere il diritto allo studio e di mantenere viva la speranza di un futuro diverso.
Riflettendo, su questa realtà, emerge una domanda fondamentale: “quale significato può avere la libertà se non è garantita in modo universale?”. La condizione delle donne in Afghanistan, non rappresenta soltanto una questione politica o normativa, ma, tocca il nucleo stesso della dignità umana.
Come studentessa e come donna, leggere queste notizie, mi porta a riflettere profondamente sul valore della libertà e delle opportunità, che spesso considero scontate. Sapere, che ragazze della mia stessa età non possono studiare, scegliere il proprio percorso di vita o esprimere le proprie idee senza timore, è difficile da accettare.
L’istruzione non è solo formazione, ma crescita personale e costruzione dell’identità. Sentire che la libertà femminile viene progressivamente ridotta, genera una forte responsabilità morale nel non rimanere indifferenti! Credo, che informarsi, parlarne e difendere l’uguaglianza, sia un modo concreto per sostenere, chi oggi non ha voce. Come donna, sento che solidarietà e consapevolezza, siano strumenti fondamentali, per affermare che,y nessun sistema può giustificare la negazione della libertà personale.
Guglielmino Chiara 3^D – Liceo Classico N.Spedalieri – Catania (CT)



