La diga di Villarosa passa in mano all’Edison, maggiore impiego di energia da fonti rinnovabili in Sicilia

La diga di Villarosa passa in mano all’Edison, maggiore impiego di energia da fonti rinnovabili in Sicilia

VILLAROSA – Rilasciata la concessione per l’utilizzo dell’acqua all’invaso della diga di Villarosa che sarà gestita da Edison. L’intesa sarà firmata dall’assessorato dell’Energia e dai rappresentanti dell’azienda che si occuperanno del bacino per i prossimi 30 anni, adeguandolo alle attuali normative e realizzandovi un sistema di pompaggio per la produzione e l’accumulo idroelettrico. Il programma permetterà un maggiore impiego di energia da fonti rinnovabili in Sicilia.

La diga di Villarosa passa in mano all’Edison

Rilasciata nella giornata odierna la concessione della diga di Villarosa nell’Ennese all’azienda Edison. L’accordo prevede la realizzazione da parte di Edisona proprie spese – di tutte le opere necessarie per adeguare l’invaso alla normativa, aumentandone anche la quota di invasamento.
Nel bacino verrà realizzato un sistema detto di “pompaggio puro” che sfrutterà l’energia cinetica dell’acqua per produrre elettricità senza sversamenti, dispersioni e senza precluderne l’utilizzo per altri usi. Nell’arco dei successivi 30 anni, la società si occuperà della manutenzione, ordinaria e straordinaria dell’invaso, permettendo risparmi alla Regione stimati in circa 31 milioni di euro.
Costruito per contenere 6 milioni di metri cubi, attualmente ha una portata massima di 3 milioni ma dopo i lavori si arriverà a 12 milioni di cui 9 rimarranno per utilizzo pubblico: in tal modo sarà possibile usarlo anche per l’irrigazione.
Inoltre, Edison effettuerà opere compensative in accordo con i Comuni nel quale ricade il bacino – cioè Villarosa, Calascibetta ed Enna – e verserà alla Regione un canone annuo per l’utilizzo dell’acqua pubblica. Ai Comuni del comprensorio andrà un ulteriore sovracanone per i bacini imbriferi montani, stimato in quasi 49 milioni di euro nel corso dei 30 anni.

Le parole di Francesco Colianni

“Si tratta di un modello di partenariato pubblico-privato – spiega l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni – che potrebbe essere proposto anche per altre dighe che presentano criticità. La convenzione, infatti, consentirà di trasformare un problema in una risorsa: sarà recuperata un’infrastruttura attualmente non utilizzata e sarà destinata alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Un’operazione che genererà consistenti risparmi per la Regione Siciliana e che prevede interventi compensativi per i Comuni del territorio. Con l’invaso e l’acqua che rimarranno comunque di proprietà pubblica”.

Fonte foto: Facebook