GIARRE – È finito nel mirino dei carabinieri un cinema-teatro di Giarre senza certificazione antincendio valida e con impianti di sicurezza non a norma. Irregolarità costate care alla titolare dell’attività, una 58enne, alla quale i militari hanno contestato le violazioni e denunciato all’Autorità Giudiziaria per omessa presentazione della SCIA e omesso rinnovo periodico di conformità antincendio.
In prima linea i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania e quelli della stazione di Giarre; presenti anche i tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Catania.
Certificazione antincendio scaduta in un cinema-teatro di Giarre
Sotto il profilo giuslavoristico i militari non hanno rilevato alcuna violazione: hanno accertato la presenza di due dipendenti risultati regolarmente assunti e in regola con la normativa lavoristica e contributiva.
Parallelamente, i Vigili del Fuoco hanno effettuato le verifiche tecniche sulla sicurezza antincendio della struttura, composta da due sale cinematografiche con complessivi oltre 400 posti a sedere. Le criticità sono emerse in tale contesto.
In particolare, gli esperti hanno accertato che l’attività era esercitata con Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) scaduto, non più in corso di validità dall’agosto dello scorso anno. Tale documento è obbligatorio per le strutture aperte al pubblico come cinema e teatri e certifica che l’edificio rispetti le prescrizioni previste dalla normativa antincendio.
Inoltre, l’attività risultava in esercizio senza il parere della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, ovvero senza alcuna verifica della sicurezza strutturale e impiantistica dei locali.
Guai per irregolarità nella sicurezza
Durante il sopralluogo tecnico i carabinieri hanno riscontrato ulteriori irregolarità negli impianti di sicurezza. Nella seconda sala, al momento dell’ispezione era in corso una proiezione, ma le luci di emergenza e il sistema di allarme antincendio non risultavano funzionanti. Nella prima sala, invece, i rilevatori automatici di fumo non erano funzionanti, compromettendo un sistema fondamentale per la tempestiva individuazione di un eventuale principio di incendio.
E ancora, il registro dei controlli antincendio – che documenta la manutenzione periodica e le verifiche dei presidi di sicurezza – era fermo all’ultima annotazione risalente a maggio 2024.
I carabinieri hanno anche scoperto criticità di natura documentale: alcune modifiche agli ambienti e agli impianti non risultavano riportate nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) né nel piano di emergenza della struttura, per la quale, peraltro, non è stata esibita la documentazione di conformità degli impianti.



