Colpisce il compagno di scuola con un martello: shock in un istituto di Gela

Colpisce il compagno di scuola con un martello: shock in un istituto di Gela

GELA – Colpito con un martello da un compagno di scuola. È successo questa mattina a uno studente di 15 anni all’interno dell’istituto professionale Ettore Maiorana di Gela (Caltanissetta).

Gela, come sta il ragazzo colpito con un martello a scuola

Necessario l’intervento del personale sanitario del 118 per prestare le cure di primo soccorso al ragazzo, poi portato in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Presenti sul luogo del dramma anche gli agenti della polizia. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, l’aggressione sarebbe avvenuta in un contesto di presunto bullismo.

L’aggressore è uno studente di 16 anni che aveva già manifestato comportamenti aggressivi nell’ambiente scolastico. Avrebbe portato il martello da casa. Si indaga per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto.

L’indignazione dell’assessore Mimmo Turano

“Quanto accaduto nelle scorse ore a Gela è un episodio gravissimo. La sola idea che una persona possa uscire di casa armata è già di per sé sconvolgente; pensare che uno studente possa entrare in una scuola con un martello nello zaino è inaccettabile. A nome della Regione Siciliana esprimo la mia più sentita vicinanza al ragazzo aggredito, al docente intervenuto prontamente in suo soccorso e rivolgo un grande abbraccio a tutta la comunità scolastica dell’istituto Ettore Majorana”. Lo afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano.

“Da prime ricostruzioni – prosegue l’assessore Turano – emergerebbe un possibile legame con episodi di bullismo. Confidando che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, ricordo che la Regione è impegnata da tempo nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Negli ultimi due anni sono stati investiti circa 2,3 milioni di euro nel progettoUno, nessuno, 100 giga“, realizzato con l’Usr Sicilia e il Telefono Azzurro, che ha coinvolto migliaia di studenti, docenti e genitori con reti di protezione, campagne di sensibilizzazione e supporto alle famiglie. Ai ragazzi che vivono situazioni di disagio rivolgo un appello: non chiudetevi in voi stessi e non rifugiatevi nella violenza, chiedete aiuto. Le istituzioni sono al vostro fianco”.