RAFFADALI – I Carabinieri della locale Stazione, con il supporto del Centro Anticrimine Natura di Agrigento e del personale dell’ARPA, hanno individuato una autodemolizione clandestina a Raffadali.
Situata in contrada Sant’Anna, l’area era adibita a presunta attività appunto di autodemolizione. Veniva svolta senza le autorizzazioni previste dalla normativa.
L’intervento rientra nei servizi mirati alla tutela ambientale e al contrasto delle attività illecite sul territorio.
Veicoli fuori uso, motori e rifiuti speciali sequestrati in una autodemolizione clandestina a Raffadali
Nel corso dei controlli, i militari hanno rinvenuto su un terreno privato numerosi veicoli fuori uso e parti meccaniche accatastate. Verosimilmente erano destinate allo smontaggio e al recupero dei componenti.
All’interno del sito sono stati sequestrati 24 autovetture, 2 ciclomotori, 3 furgoni non funzionanti e parzialmente smontati, un natante, diversi motori di autoveicoli, numerose parti meccaniche e rifiuti speciali. Tra cui pneumatici.
Due persone denunciate per gestione illecita di rifiuti
Al termine degli accertamenti, l’intera area è stata posta sotto sequestro. I Carabinieri hanno deferito all’Autorità giudiziaria un quarantenne di Raffadali e un trentenne residente a Porto Empedocle.
I due sono ritenuti, allo stato degli atti, responsabili in concorso dei reati di gestione non autorizzata e abbandono di rifiuti. In violazione del Testo Unico dell’Ambiente.
Rischi per ambiente e salute pubblica
La gestione illecita di veicoli fuori uso e di materiali potenzialmente inquinanti, se effettuata senza le necessarie cautele, può determinare contaminazioni del suolo e delle falde acquifere. Con possibili ripercussioni anche sull’ambiente e sulla salute pubblica.
Si ricorda che, in base al principio di presunzione di innocenza, la posizione degli indagati non è definitivamente accertata. Sarà il successivo giudizio di merito a stabilire eventuali responsabilità.
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