CATANIA – Un’interrogazione consiliare sulle Stazioni Radio Base (SRB) per la telefonia mobile e sui possibili rischi legati alla sicurezza sismica degli edifici che le ospitano è stata presentata dalla consigliera e capogruppo PD del III Municipio di Catania, Angela Cerri.

Angela Cerri
L’iniziativa punta a verificare la coerenza tra il ruolo strategico attribuito alle infrastrutture di telecomunicazione e la loro collocazione su immobili che, in caso di terremoto, potrebbero risultare strutturalmente vulnerabili.
Interrogazione per SRB: “Catania in area sismica medio-alta”
Secondo la consigliera, il territorio comunale ricade in un’area classificata a rischio sismico medio-alto e una parte consistente del patrimonio edilizio è stata realizzata prima dell’introduzione delle moderne norme antisismiche, senza successivi interventi di adeguamento.
Le SRB, riconosciute come infrastrutture primarie e strategiche per garantire la continuità delle comunicazioni durante le emergenze, potrebbero quindi risultare inefficaci proprio nei momenti critici. Soprattutto se installate su edifici vulnerabili.

Le richieste al Sindaco e alla Giunta
Nell’interrogazione Cerri chiede all’amministrazione comunale:
- se sia a conoscenza delle criticità legate alla presenza di SRB su edifici non adeguati sismicamente;
- se intenda avviare una ricognizione delle stazioni esistenti, con particolare attenzione a quelle collocate su strutture fragili;
- se voglia introdurre criteri urbanistici che subordinino nuove installazioni, rinnovi o potenziamenti alla verifica della sicurezza sismica degli edifici ospitanti;
- se si intenda privilegiare soluzioni alternative, come la delocalizzazione su strutture idonee o l’installazione su impianti dedicati a terra;
- se sia prevista l’apertura di un confronto istituzionale con la Regione Siciliana e con il Genio Civile per colmare eventuali vuoti normativi.
“Non contro lo sviluppo, ma per la sicurezza”
“L’interrogazione non intende ostacolare lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione – conclude la consigliera – ma garantire che esse siano realmente operative e sicure proprio in occasione degli eventi calamitosi per i quali sono considerate strategiche”.




