Domenico, morto il bimbo di Napoli sottoposto a trapianto di cuore

Domenico, morto il bimbo di Napoli sottoposto a trapianto di cuore

NAPOLI – È morto questa mattina Domenico, il bambino di due anni e mezzo di Napoli che nei mesi scorsi era stato sottoposto a un delicato trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi. Il decesso è avvenuto alle 9.20, come comunicato dal legale della famiglia e confermato poco dopo da una nota ufficiale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

Arresto cardiocircolatorio e peggioramento improvviso

Intorno alle 5.30 del mattino il piccolo è andato in arresto cardiocircolatorio. Le sue condizioni, già gravemente compromesse, hanno subito un ulteriore e irreversibile peggioramento nelle ore successive.

Nella giornata precedente era stata avviata una pianificazione condivisa delle cure, concordata tra i medici e i genitori, che prevedeva l’esclusione dell’accanimento terapeutico. Una scelta maturata alla luce dell’evoluzione clinica e delle prospettive ormai estremamente critiche.

I genitori in ospedale e l’estrema unzione

All’alba i sanitari hanno convocato in ospedale mamma Patrizia e papà Antonio, giunti immediatamente al Monaldi. Poco dopo è arrivato anche l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. Presente, inoltre, il cardinale Domenico Battaglia, che ha impartito al bambino l’estrema unzione.

La nota ufficiale dell’ospedale

In un comunicato diffuso in mattinata, l’Azienda ospedaliera ha espresso «profondo dolore» per la scomparsa del piccolo paziente, ricordando che il trapianto era stato effettuato il 23 dicembre 2025. La direzione strategica e il personale sanitario hanno manifestato vicinanza e cordoglio alla famiglia, parlando di «improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche».

Le condizioni cliniche già gravissime

Già nelle ore precedenti, i medici avevano spiegato che il quadro clinico era in «rapido e progressivo peggioramento». L’avvio della terapia del dolore lasciava presagire un possibile epilogo a breve termine.

A complicare ulteriormente la situazione era stata un’emorragia cerebrale che aveva provocato danni significativi al cervello. Il bambino, inoltre, non si era più risvegliato dal coma farmacologico.