SANTA TERESA DI RIVA (ME) – Svolta storica a Santa Teresa di riva dove sono stati consegnati i lavori per la protezione dei litorali contro l’erosione. Canieri per cui sono previste opere per oltre 10,6 milioni di euro.
“Si tratta di un risultato storico per il nostro territorio – dichiara Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva – perché finalmente si interviene in maniera strutturale su un fenomeno che negli anni ha messo a rischio abitazioni, infrastrutture e attività economiche. Non è un intervento tampone ma una vera opera di messa in sicurezza destinata a cambiare il futuro della nostra fascia costiera”.
Parallelamente, la Regione ha autorizzato altre due somme urgenze finalizzate alla mitigazione del rischio cedimenti nella zona del lungomare, aggiunte alle tre già avviate dal comune.
Santa Teresa di Riva, i lavori attesi da sei lunghi anni
Nel 2021 l’appalto integrato era stato assegnato all’impresa Ciro Menotti di Ravenna, ma una lunga sequenza di passaggi amministrativi e rallentamenti procedurali ha più volte posticipato l’apertura del cantiere.
Ieri si è svolta la consegna ufficiale dei lavori, sotto il coordinamento della Struttura commissariale per il contrasto al dissesto idrogeologico. A formalizzare l’avvio degli interventi è stato il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha sottoscritto il verbale di consegna.
Il governatore era affiancato dal dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. A Santa Teresa sono previsti i cosiddetti “pennelli” a mare, opere di difesa costiera sollecitate a più riprese dal sindaco Danilo Lo Giudice.
Schifani ha precisato che le recenti ondate di maltempo non hanno inciso sui tempi dell’iter, sbloccato nel corso dell’ultimo anno: gli interventi, ha sottolineato, erano già programmati prima delle mareggiate, definendo comunque quella di ieri «una giornata storica» per il territorio.
Nel frattempo sono partite le prime attività operative, con l’arrivo dei massi in pietra lavica che serviranno a costruire la barriera di protezione. I blocchi saranno trasportati via mare mediante un motopontone e poi posizionati lungo la battigia.
Il progetto comprende anche il ripascimento artificiale di circa 3,3 chilometri di litorale, utilizzando sabbia prelevata dal torrente Savoca.
I piani futuri
Durante gli incontri istituzionali in Prefettura, è stata evidenziata inoltre la necessità realizzare in tempi rapidi la pista di protezione civile in prossimità del torrente Savoca, indispensabile per il ripristino del passaggio di veicoli pesanti lungo il tratto Catania-Messina.
“Bisogna fare in fretta, non possiamo permetterci di attendere – afferma Lo Giudice – perché sicurezza e accessibilità sono condizioni essenziali per la vita quotidiana dei cittadini e per la ripresa economica”.
Su questo tema, è stato organizzato un tavolo tecnico che si terrà mercoledì prossimo nei locali dell’ANAS di Palermo con la presenza del Dipartimento Tecnico Regionale, RFI, CAS e Comune per stabilire le modalità e i tempi dell’intervento.
La posizione di Cateno De Luca
Cateno De Luca, sindaco di Taormina, anche lui presente all’incontro, ha chiarito il contesto in cui si trovano i sindaci: “Ci è stato detto candidamente che nessuno può garantire la copertura effettiva delle ordinanze che i sindaci stanno adottando per ripristinare i servizi essenziali e tutelare la pubblica incolumità”.
“I sindaci sono la massima autorità locale di protezione civile e igienico-sanitaria – ha aggiunto – non possiamo lasciare le fogne a mare o fermarci davanti alla burocrazia. Ci assumiamo la responsabilità di intervenire subito, perché chi amministra sul campo vive realtà lontane dalle logiche dei palazzi”.




