Coesistenza delle religioni a Catania, il supporto della Caritas diocesana alla comunità musulmana

Coesistenza delle religioni a Catania, il supporto della Caritas diocesana alla comunità musulmana

CATANIA – La Caritas diocesana di Catania consegna beni di prima necessità alla Moschea di piazza Cutelli.

L’iniziativa viene descritta come “gesto concreto di vicinanza della comunità cristiana a quella musulmana in occasione del Ramadan, il mese sacro dell’Islam”.

La donazione sarà gestita dai volontari della comunità islamica per preparare i pasti serali destinati ai Musulmani che, durante il Ramadan, praticano l’astensione dal cibo dall’alba al tramonto, non potendo consumare i pasti negli orari ordinari della cena distribuita dai volontari Caritas all’Help center di Catania.

Le dichiarazioni

“Se c’è qualcosa di bello nel riconoscimento condiviso delle proprie identità, questo è un riconoscimento chiaramente indubitabile”, ha dichiarato il direttore della Caritas, don Puccio Puglisi – gli islamici e i cristiani conoscono le differenze che costituiscono le specificità delle rispettive religioni, ma conosciamo soprattutto e suffraghiamo tutte quelle cose che invece per noi costituiscono un terreno comune. E la carità, tra tutte queste, è certamente la più importante“.

Nessuna religione, tanto più una religione rivelata sarebbe credibile se non avesse alla sua base quell’amore che è sempre portato nel nome del Dio di riferimento. Per noi il Signore è il Signore della misericordia, per loro è il Misericordioso, quindi se non ci fosse questa misericordia nella vita e nell’espressione di questa comunione condivisa non ci sarebbe credibilità”, conclude don Puccio Puglisi.

L’imam Kheit Abdelhafid ha descritto l’evento come “particolare e speciale“, mettendo in evidenza la coincidenza tra il mese sacro del Ramadan e il periodo quaresimale: “Quest’anno il mese sacro del Ramadan e la Quaresima si incontrano nel tempo, e l’incontro delle nostre fedi ci permette di scoprire le nostre radici, di scoprire la spiritualità di questo mese: il digiuno, la condivisione e la solidarietà”.

In conclusione: “Penso che oggi, come in tutti i tempi, la carità non ha fede, non ha colore e stiamo dando un buon esempio di un incontro, di un dialogo proficuo, che è consolidato nel tempo e che ci ha permesso di vivere insieme anche i punti comuni della nostra fede”.

Fonte foto Ansa.it