CATANIA – Nuova esposizione a Catania sull’iconografia della Santa patrona. Piazza Scammacca ospita “Simbolica“, uno spazio in cui 21 artisti siciliani si confrontano con l’immagine della Santa e con la sua rappresentazione nel mondo attuale. La mostra esplora i limiti di quello che per molti si potrebbe considerare “profano”.
Il culto di Sant’Agata è qualcosa di naturalmente insito nei catanesi e oltre. Non importa la tua appartenenza religiosa – o non appartenenza – è impossibile rimanere indifferenti davanti alla commozione e alla fede dei devoti e non solo. È impossibile non sentirsi trasportati dal clima di festa, gioia e adorazione di quei giorni.
Sant’Agata è una di quelle festività in cui gli animi si incontrano, si unificano e amalgamano tra loro. Ogni barriera viene abbattuta e tutti ci ritroviamo a domandare all’altro “unni arrivau a Santa?”. Perché Lei è la nostra tradizione per eccellenza, la nostra identità e orgoglio. Agata sembra non essere soggetta al tempo, cambiano i volti attorno a lei ma mai la passione che di generazione in generazione è sempre più sentita.
Sant’Agata nel mondo dell’arte: “Simbolica” l’esposizione a Catania
Siamo abituati a immaginarla bella, giovane, con il volto sereno e il sorriso appena accennato, gli occhi gentili circondati da gioielli e gioielli. E così per secoli è stata raffigurata e dipinta, ma forse adesso qualcosa sta cambiando.
Le nuove tecniche artistiche hanno stravolto ciò che era l’arte e la concezione che c’era di essa. Sono diventate uno strumento di critica il cui scopo non è solo ed esclusivamente estetico, ma anche e soprattutto sociale.
Ci si domanda allora se sia possibile un incontro tra tradizione e arte contemporanea e soprattutto come verrebbe accolto, si parlerebbe di profano o di novità?
La grande varietà di tecniche
Questi sono i temi con cui si interfacciano i 21 artisti siciliani alle prese con l’archetipo della Santa attraverso linguaggi nuovi e innovativi, in grado di attraversare lo spazio e il tempo.
L’esposizione “Simbolica” è composta da una serie di quadri caratterizzati da chiari riferimenti alla storia di Sant’Agata e alla sua simbologia, al contempo diversi tra loro in quanto contraddistinti da una propria narrativa. La rievocazione delle pene e dei dolori sono rese perfettamente grazie a colori e texture che in alcuni casi arrivano ad “abbattere” la quarta parete. Messaggi forti trasmessi tramite allegorie che richiamano gli ideali di purezza e semplicità, come i fiori.
L’attenzione al contemporaneo è data anche grazie all’uso di tecniche come il pixel e correnti come la pop art. In generale molte di queste opere le si può considerare quasi “macabre”: lo sguardo mite e sereno di Agata – solitamente rassegnato e devoto – è ora sostituito da un cieco desiderio di vendetta.
Come viene accolto questo cambiamento iconografico dalle nuove e dalle vecchie generazioni?
Ci siamo accorti di come la Santa venga resa a tratti sensuale, ad altri malvagia e rancorosa. Abbiamo quindi deciso di chiedere a una giovane ragazza e a una signora che cosa ne pensassero e quanto secondo loro una mostra del genere può essere accettata.
Il parere dei giovani: Laura giovane catenese non devota
Ai nostri microfoni è quindi intervenuta Laura, una giovane ragazza non devota ma profondamente affezionata alla sua città. Le abbiamo chiesto se secondo lei un’incontro tra tradizione e arte contemporanea potesse funzionare ed eventualmente come verrebbe accolta dalle diverse fasce d’età.
“Conosco la storia di Agata molto bene, perché fin da piccoli ci viene narrata così da renderci orgogliosi delle nostre origini. Vedere tante diverse immagini della Santa mi ha fatto ricordare quanto la sua storia non si basa tutta sul dolore e sulle pene. Le rappresentazioni raccontano stupore, bellezza e passione e proprio per quest’ultimo punto la si può considerare quasi irriconoscibile.
Da un lato la gente che non appartiene alla mia fascia d’età potrebbe essere meno propensa a vedere di buon occhio iconografie del genere, considerandole addirittura blasfeme. D’altro canto secondo me questi non sono motivi sufficienti per frenare quest’onda di rivoluzione artistica: molte volte nel corso della storia dell’arte o del cinema ad esempio, le iconografie sono state soggette a dei mutamenti. L’obiettivo alla fine è quello di prendere spunto da una storia e adattarla al presente per renderla attuale e accessibile così da poterla sempre interpretare in base alle esigenze del tempo. Talvolta addirittura sono stati proprio i cambiamenti e le nuove interpretazioni a rendere note e immortali certe storie.
Conosco anche ragazzi della mia età devoti che non capirebbero opere del genere, proprio perché la santa è intoccabile. Al contrario potrebbe essere un’ottima attrazione per i turisti che si interfacciano per la prima volta a questa storia e che vedrebbero Sant’Agata per l’eroina che in fin dei conti è”.
L’opinione delle altre generazioni
Abbiamo chiesto anche il parere di una delle dipendenti di Piazza Scammacca, ponendole le stesse domande. La signora ha affermato che queste opere l’hanno colpita tanto da spingerla a fare delle foto per ricordo. Ciò che maggiormente l’ha segnata è il carattere tetro e vendicativo di molti disegni, tanto da lasciarla senza parole: “Wow, semplicemente wow. Lo sguardo tanto macabro di Agata mi ha stravolta“.
La signora si è espressa poi con un sorriso in merito alle nuove e vecchie generazioni: “Mia madre e mia nonna avrebbero storto il naso davanti a ciò. Credo però che potrebbe essere un incentivo per i giovani, un invito a provarci insomma; dopotutto voi siete già abituati a queste tecniche così particolari”.
Le parole di Enrica Ciulla, fondatrice di Urban Art Sicily
“Simbolica nasce come progetto espositivo che invita artisti visivi siciliani a confrontarsi con l’immagine e il significato della Santa attraverso linguaggi contemporanei, offrendo nuove chiavi di lettura tra sacro e profano, tradizione e sperimentazione, memoria collettiva e urgenza del presente“.
Queste le parole di Enrica Ciulla, fondatrice di Urban Art Sicily, insieme all’associazione Mansourcing.
“Sant’Agata diventa così non solo oggetto di devozione, ma simbolo universale: corpo resistente, icona di cura, forza femminile, martirio e rinascita. Le opere in mostra dialogano con l’immaginario Agatino, rielaborando gli elementi simbolici, rituali e iconografici in una dimensione attuale, critica e poetica”, prosegue.
Urban Street Art Sicily e Associazione Mansourcing
Fondata e curata da Enrica Ciulla, Urban Street Art Sicily promuove l’arte urbana come strumento di dialogo culturale e rigenerazione urbana, educando il pubblico sull’importanza di murales e graffiti nel raccontare storie e stimolare riflessioni sociali.
L’Associazione culturale Mansourcing, attiva dal 2012, sostiene artisti emergenti e collettivi attraverso mostre, festival e iniziative culturali, creando spazi di libero pensiero e creatività.
Artisti in mostra e informazioni
A partecipare alla collettiva diversi artisti e artiste come: Andrea Sposari, Angelo Crazyone, Antonio Anc, Antonio Zappia, Chiara Abramo, Chiara Fronterré, Claudia Corona, Demetrio Di Grado, Deran, Francesco La Rosa, Gabel.es, Laboratorio Fuori Tema, Ligama, Magda Masano, Marinella Riccobene, Mirko Loste, Mr. Pera, NessuNettuno, Roberta Mantelli, Salvo Nero, Un Viaggio di Carta.
La mostra sarà visitabile fino al 4 marzo, dalle 10.00 alle 23.00, tutti i giorni escluso il martedì.
Le foto della mostra
Articolo a cura di Martina Scrofani




