Una banda di idioti di John Kennedy Toole

Una banda di idioti di John Kennedy Toole

Incuriosita da una recensione di Griffi mi accosto in punta di piedi alle 509 pagine dichiarate da Marcos y Marcos, timorosa che un piacere possa diventare un onere. Beh, vi tranquillizzo: ho cambiato subito idea, anzi sono arrivata all’ultima pagina senza rendermene conto (leggo in ebook), perché finalmente ho avuto tra le mani un libro originale, divertente, brioso, a tratti shoccante… proprio quello che cercavo.

Anche la nota introduttiva di Walker Percy cattura la mia curiosità. Scopro, infatti, che questo manoscritto è stato presentato postumo dalla madre dell’autore allo scrittore/editor Percy perché lo leggesse, essendo “un grande romanzo” e che solo per questa volontà ferrea di dare il giusto prestigio alla memoria del figlio da un lato e per una flebile concessione di fiducia dall’altro questa storia meravigliosa è arrivata fino a noi. E l’effetto di questo manoscritto, quasi un messaggio in bottiglia di un uomo alla deriva (suicida all’età di trentun anni), è stato dirompente, ricevendo il premio Pulitzer per la narrativa nel 1981.

Altro elemento interessante: una versione cinematografica dell’opera doveva affidare la complessa figura del protagonista a John Belushi, interprete perfetto se solo anche lui non ci avesse abbandonati anzi tempo.

Ignatius Reilly eroe antieroico per eccellenza è la nemesi della cultura americana, tutto ciò che al modello vincente e perbenista statunitense doveva andare di traverso. È, difatti, enorme, eccessivo, pantagruelico (nella sua fisicità, rutti, flatulenze e nella sua smania divoratrice di hot dog), flagellatore delle ipocrisie, ma piena incarnazione dello spirito velleitario. Si crede filosofo boeziano, vivendo in realtà come bamboccione alle spalle della madre, nella sua cameretta, in preda a farneticazioni utopistiche, scritture rapsodiche e destrutturate e… onanismo, ennesimo simbolo delle sue sprecate potenzialità. Rappresentandosi come flagellato dalla Fortuna, diventa personaggio centrale di un’epopea picaresca, di un romanzo postmoderno che si richiama (anche per inserti di generi diversi: lettere, poesie, romanzi nel romanzo) a quello di sapore antico, come il Satyricon.

Intorno a lui si muovono altre figure di vinti, nel perfetto milieu statico (non vitalistico) di New Orleans. La madre succuba e dedita all’alcol, una spogliarellista di uno squallido night club, un afroamericano senza arte né parte, un poliziotto italoamericano costretto a travestirsi nei modi più buffi e mortificanti, una vecchietta rimbambita, Myrna Minkoff una beatnik ebrea (emblema dell’utopista sessantottina, in qualche modo suo contraltare, tutta azione e liberazione sessuale) e persino un imprenditore, figlio di papà, depresso. L’incontro/scontro con l’immenso Ignatius li travolgerà come un tornado di ebbrezza, di ilarità e, inaspettatamente, di vitalità!

Il sentimento del contrario pirandelliano è dietro l’angolo e si ride in modo sapido e intelligente.

Un berretto verde da cacciatore stringeva la sommità di una grossa testa, tonda come un pallone. I paraorecchie verdi, che a malapena riuscivano a contenere le orecchie enormi, i peli che vi crescevano dentro e i capelli incolti, erano sollevati da entrambe le parti come due frecce che indichino direzioni opposte. Fra i folti baffi neri si insinuavano le labbra carnose e contratte che agli angoli terminavano in tante piccole rughe piene di disapprovazione e di briciole di patatine. Al riparo della visiera verde del berretto, gli occhi gialli e blu di Ignatius J. Reilly pieni di alterigia, scrutavano le altre persone ferme sotto l’orologio dei magazzini D.H. Holmes in cerca di segni che testimoniassero il loro cattivo gusto nel vestirsi.

Buona lettura e buone riflessioni.

Cinzia Di Mauro, autrice catanese di Pangolino mon amour!, tragicomiche avventure del periodo Covid, All Around, di una fantascienza orwelliana  Finisterrae Delos Digital, di una trilogia di fantascienza Genius (finalista Urania e Delos) Ledizioni, di un noir umoristico La storia vera di un killer nano (segnalato al Premio Calvino), di un thriller sull’alta finanza Paso doble, di I love Meteorite, romanzo grottesco su una famiglia e un mondo distopico.
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