SICILIA – A partire dal 1° marzo 2026 in larga parte del territorio nazionale si sperimenterà un sistema completamente nuovo per l’accertamento dell’invalidità civile e delle disabilità. La novità non è solo tecnica, ma rappresenta un cambio di paradigma radicale nel modo in cui lo Stato valuta la condizione di disabilità dei cittadini.
Il decreto legislativo n. 62 del 2024 ha, infatti, stravolto l’intera procedura, affidando all’INPS il ruolo di accertatore unico e introducendo strumenti: un certificato medico introduttivo completamente telematico e una valutazione che non guarda più soltanto alla condizione sanitaria della persona, ma ne abbraccia l’intera esistenza.
Da settembre è inclusa nella sperimentazione la provincia di Palermo e da marzo, si partirà anche a Catania, Messina e Caltanissetta. Il tema è stato affrontato nel capoluogo etneo nel corso di un convegno organizzato dalla Cgil regionale.
Disabilità: sperimentazione della riforma anche in Sicilia
“Il punto, è evitare che si ripropongano le stesse criticità della prima sperimentazione che hanno riguardato principalmente le valutazioni di base e la definizione del progetto individuale, personalizzato e partecipato previsto dalla riforma. Ma è anche necessario che la Regione si attrezzi per questa sfida, garantendo servizi e livelli essenziali della prestazioni (Lep), cosa che ha sottolineato Francesco Lucchesi, segretario confederale Cgil Sicilia non sta accadendo”.
Per imprimere un segno positivo alla sperimentazione la Cgil propone che “sindacato, associazioni del terzo settore e istituzioni, facciano squadra per garantire la riuscita della sperimentazione e per fare un salto di qualità sul terreno dei diritti e dell’inclusione delle cittadine e dei cittadini con disabilità”.
Obiettivo: inclusione, diritti e migliore qualità della vita per le persone con disabilità
In Sicilia i disabili sono complessivamente il 6% della popolazione e tra questi ci sono i 16 mila gravi e gravissimi; questi sono 3 milioni in Italia dove si contano complessivamente 13 milioni di persone con disabilità. “Nella nostra regione ha detto Franco Gangemi, responsabile del dipartimento disabilità della Cgil Sicilia i diritti delle persone con disabilità non sono ancora pienamente garantiti, su di loro pendono ancora difficoltà, carenza di servizi, barriere architettoniche e culturali, discriminazioni che ne limitano l’inclusione nei vari contesti educativi, lavorativi e sociali.
La Regione affronta con superficialità le questioni che riguardano le persone con disabilità, non garantisce ad oggi i Lep e, ad esempio, non valorizza i caregiver .
Il caregiver è la persona, solitamente un familiare , che si prende cura in modo gratuito, continuativo e volontario di un proprio caro non autosufficiente, malato cronico o disabile. A ciò viene assegnato , un bonus ridicolo di 150 euro annui, mentre sono carenti le comunità alloggio per i disabili psichici”. Tra le criticità emerse nel corso del dibattito, c’è anche la scarsa attuazione, a partire dagli enti pubblici, della legge 68/99 sulle assunzioni di persone con disabilità.
“Per rendere effettivo il progetto di vita individuale, personale e partecipato di questi cittadini ,ha detto Valerio Serino, responsabile presso la Cgil nazionale dell’ufficio politiche per il lavoro e l’inclusione delle persone con disabilità, sarebbero indispensabili fondi aggiuntivi a sostegno dei territori, sia per le prestazioni socio assistenziali aggiuntive che per quelle atipiche del progetto.
Sui temi della disabilità, l’ultima legge nazionale di bilancio ha decisamente deluso le aspettative.
Nonostante la riforma che si pone l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone con disabilità, alcuni diritti risultano ancora non esigibili”.
Valerio Serino ha rilevato che “nella legge di bilancio non sono state previste risorse aggiuntive per il fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, né misure concrete per l’inclusione lavorativa a fronte di un numero sempre più elevato di persone con disabilità, mentre l’ultimo decreto sulla sicurezza sul lavoro ha reso ancora più difficile l’accesso al mercato del lavoro aperto scoraggiando di fatto l’assunzione diretta da parte delle aziende”.



