Raddoppio per Tony Pitony, annunciata la nuova tappa del tour estivo: una performance tra irriverenza e profondo anticonformismo

Raddoppio per Tony Pitony, annunciata la nuova tappa del tour estivo: una performance tra irriverenza e profondo anticonformismo

BAGHERIA – Continua ad essere affamato di sold out l’irriverente e teatrale Tony Pitony, ormai solito a riempire teatri palazzetti e club. Dopo l’esaurimento dei biglietti, a soli pochi giorni, della prima data prevista per il primo agosto 2026 arriva infatti il raddoppio al Piccolo Parco Urbano di Bagheria (Palermo), fissato per il 3 agosto 2026.

Il ritorno di Tony Pitony a Bagheria, annunciata una tappa bonus del tour estivo

Il tour estivo diventa così ancora più grande, con live e concerti che ormai si espandono in tutta Italia e persino in Europa. Ad arricchire infatti quello che ormai è diventato un vero e proprio culto è l’ultima tappa, aggiunta quest’oggi, attesa a Bagheria il prossimo 3 agosto (Con biglietti acquistabili a questo link). Anche questo appuntamento, come gli altri avvenuti in Sicilia, è prodotto da GoMad Concerti, Puntoeacapo Concerti e P17TONY.

Ciò che rende Tony Pitony grande, però, non sono solo i numeri che si porta a casa dopo ogni concerto. Alla base di un successo che pare improvviso vi è infatti un personaggio che ha deciso di lasciarsi indietro la tradizionale concezione di musica, favorendo invece un approccio di natura performativa e d’impatto.

Sesso, volgarità ed esagerazione rappresentano così il trinomio che alimenta un’inspirazione autentica e terribilmente reale. In una scena, e perché no in un mondo, dove si premia la conformità e la capacità di adattarsi sono, infatti, solo le voci che urlano in senso opposto quelle che lasciano davvero il segno.

La mera oscenità diventa in questo modo un megafono perfetto per parlare alle folle, che da troppo tempo ormai sono solite a ingerire gli stessi prodotti triti e ritriti, offrendo così un nuovo linguaggio e pensiero diametralmente opposto ai concetti di “giusto” e “corretto” che ci hanno da sempre propinato.

L’artista che uccide l’artista

A delimitare la sagoma di Tony Pitony, però, è anche una profonda volontà di astrazione della propria identità. Quello che canta infatti non è semplicemente una persona, nascosta tra l’altro dietro una maschera, ma un concetto che contiene al suo interno numerosi pensieri e tendenze.

Si va così a distruggere l’ideale, uno dei tanti, secondo cui tra il palco e il pubblico vi debba essere una barriera intangibile. L’artista, infatti, non deve essere idolatrato ciecamente da una massa che ne urla i nomi o le gesta ma, sull’onda cavalcata dallo stesso Tony Pitony, deve mostrarsi per ciò che è davvero: reale, concreto e pieno di difetti.

“Indossare una maschera – Aveva dichiarato lo stesso cantante – è oggi un paradossale gesto di libertà per sfidare un sistema che impone volti scoperti ma menti conformi. Il vero volto non è quasi mai quello che si vede, ma quello che si sceglie di rivelare. E io voglio rivelarvi che alla fine, facciamo tutti un po’ cagare“.

A far realizzare la monotonia soffocante dello showbusiness, però, non sono solo supposizioni o osservazioni. Dietro il Tony Pitony all’apparenza così diretto e superficiale vi è infatti un passato all’interno di musical e produzioni in prosa del West End di Londra.

Viene così meno l’idea per cui l’espressione personale debba obbligatoriamente passare attraverso canali comuni, favoreggiando invece un approccio, possa esso pur essere “politicamente scorretto“, pensato su misura del singolo artista