Ciclone Harry, noleggiatori locali esclusi da Trenitalia dopo l’emergenza

Ciclone Harry, noleggiatori locali esclusi da Trenitalia dopo l’emergenza

SICILIA – Dopo l’emergenza causata dal ciclone Harry in Sicilia, scoppia la polemica sulla gestione dei servizi sostitutivi ferroviari. Trenitalia, che nei giorni più critici aveva fatto ricorso ai noleggiatori siciliani per garantire la mobilità lungo la riviera ionica, ha successivamente deciso di affidare il servizio a un consorzio di autobus pugliese, scelto per un’offerta economica più vantaggiosa.

Una decisione che ha sollevato proteste tra gli operatori locali, che denunciano una scelta orientata esclusivamente al ribasso dei costi, a discapito della qualità del servizio e della sicurezza dell’utenza.

Ciclone Harry, il ruolo dei noleggiatori siciliani durante l’emergenza 

Nei giorni del passaggio del ciclone, oltre trenta bus privati siciliani si sono messi immediatamente a disposizione per coprire i collegamenti ferroviari interrotti, garantendo servizi lungo tutta la riviera ionica, da Messina fino a Siracusa e ai comuni limitrofi.

Si è trattato di uno sforzo notevole: oltre cinquemila chilometri giornalieri percorsi, turni degli autisti riorganizzati in emergenza e servizi già programmati sospesi per garantire la continuità del trasporto pubblico.

Per quasi un mese, spiegano gli operatori del settore, le aziende locali hanno operato in condizioni difficili, mettendo a rischio mezzi e personale pur di assicurare gli spostamenti dei passeggeri.

Ciclone Harry e noleggiatori siciliani: la scelta del consorzio esterno e le critiche sulla qualità

Con il progressivo ritorno alla normalità e l’avvio di una programmazione più stabile del traffico ferroviario, Trenitalia ha però deciso di cambiare rotta. Il servizio sostitutivo è stato affidato a un consorzio pugliese, selezionato per il costo inferiore dell’offerta.

Secondo i noleggiatori siciliani, nella valutazione non sarebbero stati considerati parametri fondamentali quali:

  • l’anno di immatricolazione dei mezzi,
  • i chilometri già percorsi,
  • le condizioni contrattuali degli autisti,
  • gli standard di manutenzione, pulizia e sanificazione.

Elementi che, sostengono, incidono direttamente su sicurezza, comfort ed efficienza del servizio.

“Sicurezza e comfort non possono essere sacrificati al risparmio”

Gli operatori locali parlano di una decisione che penalizza il tessuto imprenditoriale siciliano e vanifica il lavoro svolto durante l’emergenza, lasciando molti mezzi fermi nelle rimesse dopo settimane di impegno straordinario.

La preoccupazione maggiore riguarda però i passeggeri: chi continuerà a viaggiare su gomma pagherà le stesse tariffe ferroviarie, ma – denunciano – senza garanzie adeguate su comfort e sicurezza.

Una vicenda che riaccende il malcontento della categoria dei noleggiatori turistici siciliani, che da anni lamenta scarsa attenzione istituzionale e poche tutele per le imprese locali, e che ora chiede maggiore trasparenza nei criteri di assegnazione dei servizi pubblici.