Cosa sappiamo sul nuovo assetto del Bonus asilo nido

Cosa sappiamo sul nuovo assetto del Bonus asilo nido

ITALIA – Burocrazia semplificata, domanda unica per l’intero ciclo scolastico e piena integrazione con le misure welfare locale. Non un’utopia ma il nuovo assetto del Bonus asilo nido, che si consoliderà quest’anno. Gli importi restano ancorati alle fasce ISEE già note: la rivoluzione riguarda la trasformazione del sussidio da vera e propria corsa al click annuale a diritto acquisito stabile per ogni famiglia.

Il Bonus asilo nido cambia volto: la svolta della domanda precompilata e pluriennale

La novità più rilevante riguarda la gestione della richiesta. Fino a poco tempo fa, i genitori erano costretti a presentare una nuova domanda all’inizio di ogni anno solare, anche in presenza degli stessi requisiti.

Il nuovo meccanismo – già in fase di rodaggio e pienamente operativo per il 2026 – vede un taglio netto della burocrazia: chi ha già beneficiato del bonus non dovrà più ricominciare da zero.

L’INPS renderà disponibile una domanda precompilata o rinnoverà la validità dell’istanza per l’intero ciclo di studi (fino ai tre anni del bambino), richiedendo all’utente solo la conferma dei dati e l’aggiornamento delle fatture. Passaggio che elimina il rischio di “buchi” nei rimborsi dovuti a dimenticanze o ritardi nella riapertura dei bandi.

L’incastro con le regioni. Come funziona il cumulo

La compatibilità con le agevolazioni locali rappresenta l’altro pilastro della misura. Il Bonus Nido si incastra perfettamente con i provvedimenti regionali, tra cui la misura “Nidi Gratis” attiva in diverse regioni.

La regola aurea è il divieto di sovracompensazione. I contributi sono cumulabili, ma non possono mai superare la spesa effettivamente sostenuta dalla famiglia.

Il meccanismo funziona a sottrazione. Il bonus INPS agisce come “primo pagatore” (coprendo fino a 272 euro mensili per la fascia ISEE più bassa); i bonus regionali intervengono esclusivamente sulla quota residua.

Grazie all’interoperabilità tra le banche dati, dal 2026 sarà sempre più difficile sbagliare: il sistema calcolerà automaticamente il diritto al rimborso integrativo, permettendo alle famiglie di arrivare all’azzeramento reale della retta senza il rischio di dover restituire somme percepite indebitamente.

Gli importi

Spostando l’attenzione sul piano finanziario, il 2026 conferma la struttura a scaglioni legata all’ISEE minorenni:

  • tetto massimo di 3mila euro l’anno per ISEE fino a 25mila euro;
  • 2.500 euro per ISEE tra 25mila e 40mila euro;
  • 1.500 euro per i redditi superiori o in assenza di ISEE.

Resta invariato l’obbligo di documentazione. La prova della spesa – la fattura quitanzata – dovrà comunque essere trasmessa all’istituto, un passaggio che l’INPS punta a rendere sempre più fluido tramite l’App dedicata e il portale web.