TAORMINA – “Oggi la Commissione Salute all’Assemblea Regionale Siciliana ha compiuto un passo decisivo per la stabilità della cardiochirurgia pediatrica in Sicilia, esprimendo parere favorevole alla modifica della rete ospedaliera approvata in giunta dal Governo Schifani. Si tratta di un atto fondamentale che inserisce ufficialmente e in modo strutturale il centro di Taormina nella programmazione regionale”. Un modo per rafforzare “un modello organizzativo basato su due poli di eccellenza al servizio dell’intera Isola”. Lo dichiara il presidente della Commissione Salute dell’Ars, Giuseppe Laccoto.
Cardiochirurgia pediatrica a Taormina: come cambia la sua gestione
“È importante precisare – prosegue l’onorevole Laccoto – che il centro manterrà la propria sede e la piena operatività a Taormina. L’aggregazione formale alla cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario Rodolico-San Marco di Catania è una scelta tecnico-amministrativa“. Una decisione “che recepisce le indicazioni del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo passaggio non solo mette in sicurezza la struttura, ma la integra in un sistema sanitario di eccellenza, capace di garantire standard elevati e continuità assistenziale”.
“Il nostro impegno verso le famiglie dei piccoli pazienti e verso il territorio resta prioritario. Assicurare e valorizzare la presenza di due strutture di cardiochirurgia pediatrica di eccellenza in Sicilia, una a Palermo per l’area occidentale e una a Taormina per quella orientale. Due presìdi strategici e complementari che rappresentano una garanzia di prossimità, qualità delle cure e tutela del diritto alla salute dei bambini siciliani. Abbiamo seguito con rigore il percorso indicato dal Governo nazionale proprio per blindare la struttura di Taormina e – conclude il presidente Laccoto – garantirne il futuro a lungo termine, rafforzando al contempo l’intera rete regionale”.
Antonio De Luca (M5S): “Noi contrari all’accorpamento”
Se per il presidente della Commissione Salute dell’Ars, Giuseppe Laccoto, l’approvazione della modifica è fonte di soddisfazione, c’è anche chi la pensa di diversamente. È il caso di Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars e componente della Commissione Sanità.
“La Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana ha votato oggi sul futuro della cardiochirurgia pediatrica di Taormina”, ha spiegato. “La sede resterà fisicamente a Taormina, ma verrà collegata all’ospedale Rodolico di Catania. Il centrodestra ha votato a favore di questa scelta”.
“Insieme al collega Carlo Gilistro e il Movimento 5 Stelle – ha proseguito – abbiamo convintamente votato in modo contrario, perché non ci accontentiamo del semplice mantenimento della sede fisica a Taormina. Il nostro obiettivo è preservare l’attuale livello di cure e, soprattutto, l’attuale assetto organizzativo e professionale che negli anni ha garantito qualità e sicurezza alle famiglie siciliane”.
Perché “non è la decisione giusta”
“Il modello approvato oggi – ha affermato ancora il deputato pentastellato – è un sistema frammentato e confuso. Il personale infermieristico dipenderà dall’Asp di Messina, quello medico dal Bambino Gesù (finché resterà), l’amministrazione dal Rodolico di Catania, l’organizzazione dal Civico di Palermo, che a sua volta è in convenzione con il San Donato di Milano. Una gestione spezzettata su più livelli e più enti che rischia di creare caos, inefficienze e, soprattutto, di compromettere la continuità assistenziale”.
“Al netto dei proclami che nelle prossime ore verranno diffusi dai deputati di centrodestra voglio ricordare che mi occupo, combatto e dico la verità su questo argomento sin dal 2019. Oggi non solo si è consumato uno scippo ai danni di Messina, ma è stato partorito un vero e proprio pastrocchio istituzionale e sanitario”.
“Temo – conclude il deputato messinese – che questa scelta, nei prossimi due anni, possa portare allo smantellamento progressivo del reparto così come oggi lo conosciamo”.
“Spero sinceramente di sbagliarmi, ma una cosa è certa. Io non smetterò di vigilare, perché la salute dei bambini non può essere oggetto di propaganda né di giochi di potere”.



