ROMA – Continua l’addio dei laureati al Mezzogiorno d’Italia. I dati Svimez sono allarmanti. Nel rapporto realizzato con Save The Children “Un paese due migrazioni” – presentato oggi a Roma – le statistiche prospettano, con l’andamento attuale, un Sud Italia spopolato e invecchiato al 2050 (tra 24 anni). E’ ancora fuga da Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo e Molise dove sono soprattutto giovani, laureati e donne ad andare via.
Non mancano gli anziani, che il rapporto chiama “con la valigia”. Oltre 184 mila si sono trasferiti e vivono stabilmente a Nord (stima 2024) e vanno esclusi dal conto i pazienti in mobilità per usufruire, lontano da casa, del servizio sanitario nazionale.
Nel Mezzogiorno Sicilia centro delle migrazioni secondo i dati Svimez
La Sicilia si colloca al centro della nuova geografia delle migrazioni interne ed estere dei giovani italiani. Non è più soltanto una regione di tradizionale emigrazione, è uno dei territori in cui la fuoriuscita di capitale umano qualificato assume un carattere strutturale. Secondo il report SVIMEZ, tra il 2002 e il 2024 quasi un milione di giovani under 35 ha lasciato il Mezzogiorno per il Centro-Nord; oltre un terzo era laureato.
La perdita netta per il Sud nella fascia 25-34 anni supera le 500mila unità, di cui circa 270mila laureati. Nel 2024, tra i giovani laureati meridionali emigrati verso il Centro-Nord, la quota di laureati ha raggiunto quasi il 60%, contro meno del 20% nel 2002. La migrazione è diventata progressivamente selettiva: partono i più istruiti, con un impatto diretto sulla capacità innovativa e produttiva dei territori di origine.
L’Isola trattiene il 68% dei laureati, ma il 17% va al Nord-Ovest
L’analisi Almalaurea riportata nel documento evidenzia che, tra i laureati in atenei siciliani occupati a tre anni dal titolo, il 68,1% lavora nel Mezzogiorno, mentre il 17% si colloca nel Nord-Ovest e il 7% nel Nord-Est; il 2% è all’estero. Il dato segnala una capacità di ritenzione intermedia rispetto ad altre regioni meridionali, ma anche una propensione significativa allo spostamento verso le aree economicamente più forti del Paese.
Sul fronte della mobilità “anticipata”, cioè al momento dell’iscrizione universitaria, la Sicilia resta tra le principali regioni di origine degli studenti meridionali che scelgono atenei del Centro-Nord. Nell’anno scorso anno accademico circa 70mila diplomati del Sud si sono iscritti in università del Centro-Nord (13,4% del totale), con incidenze superiori al 20% nelle discipline STEM.
Il costo economico della fuga dei laureati dal Mezzogiorno nei dati Svimez
La dispersione di capitale umano non è solo un problema demografico, ma anche finanziario. SVIMEZ stima che, sulla base dei saldi medi 2022-2024, la perdita di investimento pubblico in istruzione per il Mezzogiorno ammonti a circa 6,8 miliardi di euro l’anno per effetto della mobilità interna dei laureati. A questa si aggiunge la mobilità estera: per il Sud il costo è stimato in circa 1,1 miliardi di euro annui.
Salari e gender gap penalizzazioni multiple
La questione salariale rappresenta uno dei principali driver della mobilità. Lo dicono anche i dati del nuovo rapporto Svimez sul Mezzogiorno e i suoi laureati. A tre anni dal conseguimento del titolo, la retribuzione media netta nel Mezzogiorno è pari a 1.579 euro, contro 1.735 euro nel Nord-Ovest. In Sicilia, la retribuzione media netta è di 1.549 euro (1.675 per gli uomini, 1.468 per le donne).
l gender pay gap è particolarmente marcato e contribuisce a spiegare la crescente selettività delle migrazioni femminili qualificate. Il differenziale rispetto alle principali economie europee resta significativo, perchè l’Italia si colloca sotto la media UE per retribuzione lorda annua dei laureati, con un ulteriore svantaggio per il Mezzogiorno.
Dati Svimez chiari, Mezzogiorno spopolato nel 2050
Le proiezioni al 2050 delineano uno scenario critico per il Mezzogiorno, che perderebbe circa 3,5 milioni di residenti (–18%). Il calo è trainato dalla contrazione della popolazione in età lavorativa e dalla caduta delle nascite. Le coppie con figli nel Sud diminuirebbero del 32,8% tra il 2024 e il 2050.
La struttura familiare si polarizza verso nuclei unipersonali e famiglie senza figli, con una riduzione della dimensione media dei nuclei. Per la Sicilia, già caratterizzata da un forte saldo migratorio negativo giovanile, ciò implica una combinazione di spopolamento, invecchiamento e riduzione del capitale umano disponibile.
Una soluzione? Dalla ZES Unica al “Graduate Staying Premium”
l report “Un Paese due migrazioni” di Svimez e Save The Children individua una direttrice di policy chiara, cioè trasformare la mobilità da necessità a scelta. Lancia anche delle proposte:
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afforzamento delle borse per il diritto allo studio nelle università del Sud;
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estensione selettiva delle agevolazioni fiscali (oggi riservate agli “impatriati”) ai giovani laureati che iniziano a lavorare nel Mezzogiorno;
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introduzione di un “Graduate Staying Premium” (incentivo alla valorizzazione dei talenti) europeo per le regioni in “trappola dei talenti”. Verrebbero detassati parzialmente i redditi da lavoro dei giovani laureati neoassunti per i primi 5 anni.
“Nonni con la valigia” trovati con i dati sulla spesa farmaceutica
Ultimi ma non ultimi, Svimez censisce anche gli adii degli anziani residenti a Sud. Anche in questo caso i dati fanno riflettere. Non si tratta piu di una mobilità solo legata agli accessi al Servizio sanitario nazionale, ma ai ricongiungimenti. E’ una mobilità chiamata “non ufficiale”.
Il punto di partenza, come anticipato, è la mobilità sanitaria interregionale. Nel 2024 la mobilità passiva del Mezzogiorno verso il Centro-Nord vale circa 1,2 miliardi di euro; tra le regioni con i disavanzi più elevati c’è proprio la Sicilia con 220 milioni di euro.
L’aspetto più innovativo – e che permette una nuova analisi – riguarda la mobilità farmaceutica convenzionata, utilizzata come proxy del fabbisogno assistenziale degli over 75 residenti al Sud domiciliati stabilmente al Centro-Nord. Attraverso una stima che pondera la spesa farmaceutica per la popolazione anziana e depura la mobilità occasionale, SVIMEZ calcola che nel 2024 circa 94 milioni di euro di spesa siano riconducibili a over 75 meridionali che vivono fuori dalla macroarea di residenza.
Tradotto in termini demografici, significa che gli anziani meridionali stabilmente domiciliati al Centro-Nord – pur mantenendo la residenza anagrafica al Sud – sono raddoppiati tra il 2002 e il 2024: da circa 96mila a oltre 184mila unità.
Foto di wal_172619 da Pixabay



