SICILIA – Siglato un accordo tra Dasoe e Federfarma Sicilia. L’obiettivo è di rinnovare la collaborazione tra le farmacie convenzionate e le Istituzioni sanitarie siciliane a supporto del programma screening in Sicilia. Le farmacie scendono quindi in prima linea nella lotta contro i tumori, a supporto della prevenzione ontologica.
Incremento del programma screening in Sicilia: farmacie in prima linea
Con la crescita dell’incidenza dei tumori in Italia, agire in fase preventiva è diventato fondamentale. Per questo motivo gli screening sono stati inclusi nei livelli essenziali di assistenza (Lea). In questa fase le farmacie ricoprono il ruolo di presidio sanitario di prossimità, proprio perchè facilmente accessibili a tutte le fasce della popolazione. “Le farmacie private aperte al pubblico, in quanto primo avamposto di sanità pubblica – dice Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe – rappresentano il luogo in cui ogni cittadino trova le risposte alle sue esigenze di salute“.
L’importanza della partecipazione attiva dei cittadini
La Regione Siciliana gestisce i programmi di prevenzione del tumore della mammella, del tumore della cervice uterina e del tumore del colon retto. Dagli ultimi dati elaborati nel 2025, emerge che la regione ha ampiamente superato i limiti imposti dai Lea per la cervice uterina e per la mammella, mentre arranca sulla ricerca del sangue occulto nelle feci. Si rende quindi necessario il reclutamento attivo di ogni cittadino, a cui verranno distribuiti dei kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci alla popolazione in età target.
Infine, il dott. Giacomo Scalzo, sottolinea l’importanza di questo accordo proprio per ridurre l’afflusso dei pazienti alle strutture sanitarie. “Offrire a livello capillare un servizio di prevenzione fondamentale per una diagnosi precoce di eventuali problemi oncologici, attraverso le farmacie, permetterà un’ottimale e immediato funzionamento del servizio sanitario regionale dedicato a tali prestazioni. É così possibile ridurre l’afflusso dei pazienti alle strutture sanitarie che avranno più disponibilità operative per altre prestazioni mediche”.



