NISCEMI – A Niscemi la comunità colpita dalla frana prova a guardare avanti, tra richieste di sicurezza e l’avvio delle indagini giudiziarie. Questa mattina, nel corso di un vertice tenutosi in municipio, una delegazione del comitato “Evento franoso Niscemi 2026” ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La frana di Niscemi
A rappresentare i cittadini è stato Sergio Cirrone, che al termine dell’incontro ha dichiarato: “Abbiamo sentito il calore e la vicinanza delle istituzioni. Alla premier Meloni abbiamo detto che noi vogliamo rimanere a Niscemi e continuare a viverci ma in sicurezza”.
Il comitato, che riunisce circa 400 cittadini, si è costituito dopo la frana che ha colpito diverse abitazioni. “Siamo una comunità unità, con tradizioni radicate e vogliamo continuare a far crescere questa città”, ha detto Cirrone, studente che sta completando il percorso per l’insegnamento.
Molte famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case. “Con la mia famiglia abbiamo una piccola abitazione estiva e ci sta servendo visto che abbiamo perso la casa – ha aggiunto – Il premier Meloni ci ha assicurato che verrà nuovamente in paese e da mercoledì ci sarà un decreto con risorse finanziarie per Niscemi e per le case”, conclude.
I sopralluoghi
Parallelamente, si muove anche la magistratura. I pm della Procura di Gela hanno avviato da questa mattina le audizioni delle persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla frana di Niscemi.
Il procuratore capo Salvatore Vella, insieme ai magistrati del cosiddetto “pool frana”, sta acquisendo ulteriori elementi investigativi. Le persone ascoltate in questa fase potrebbero essere chiamate a testimoniare in un eventuale dibattimento.
Già la scorsa settimana, Vella, i pm del pool, tre consulenti tecnici nominati dalla Procura e gli agenti di polizia avevano effettuato sopralluoghi e rilievi sia nell’area del fronte frana sia nella cosiddetta zona rossa del territorio comunale.



