PALERMO – Furto da circa 50mila euro in contanti nella sede Ast di Palermo. Le Autorità ipotizzano la presenza di un informatore interno a causa del modus operandi estremamente centrato e focalizzato. Gli investigatori stanno già lavorando al caso, analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza del luogo.
Furto nella sede Ast di Palermo: le dinamiche del colpo
Il furto nella sede Ast di via Ugo la Malfa è avvenuto nel weekend. Dalle prime indagini, gli inquirenti sono concordi nel ritenere che i malviventi potrebbe essersi avvalsi della presenza di un basista all’interno dell’azienda stessa. La strategia e il piano d’azione, infatti, risultano troppo sicuri e mirati: i ladri hanno puntato a un armadio parzialmente blindato e a una cassa-bancomat. Quest’ultima risulta segata da un flex, al suo interno erano contenuti i soldi delle corse depositati dagli autisti.
La cassa, inoltre, veniva svuotata periodicamente, ma al momento del colpo era piena di denaro: ciò non farebbe altro che rafforzare l’ipotesi delle Autorità sulla presenza di un complice “interno” all’azienda.
Schede sim, computer, cellulari e stampanti non sono stati asportati. Trafugati, invece, anche gli spiccioli presenti all’interno dei distributori automatici.
Le parole del presidente dell’Ast Luigi Genovese
Luigi Genovese, presidente dell’Azienda siciliana trasporti, conferma e sottolinea la piena collaborazione con le Autorità a cui sono stati già inoltrate le immagini del sistema di videosorveglianza.
“Esprimiamo piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine, con le quali stiamo collaborando fin dalle prime ore per chiarire ogni aspetto della vicenda. L’azienda ha immediatamente attivato tutte le verifiche interne e messo a disposizione degli investigatori ogni informazione ed elemento utile. Comprese le immagini del sistema di videosorveglianza”, ha spiegato Genovese.



