PALERMO – Lieto epilogo per la famiglia in fuga dalla casa popolare del quartiere Zen 2 a causa di una serie di minacce, intimidazioni e atti violenti commessi ai loro danni nei giorni scorsi. Oggi, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, ha consegnato le chiavi dell’abitazione sottoposta a interventi di ripristino e messa in sicurezza.
Situazione quartiere Zen 2: la ricostruzione degli eventi e le misure adottate
Nei giorni scorsi la famiglia, composta da due adulti e sei minori, aveva abbandonato l’appartamento poche ore dopo aver ricevuto le chiavi. Soggetti a una serie di minacce, intimidazioni e atti violenti hanno deciso di darsi alla fuga e di allertare le autorità. L’abitazione è stata poi occupata da un presidio di legalità composto dall’assessore all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli e da alcuni suoi amici. L’occupazione è avvenuta per scongiurare il rischio di un possibile appropriamento della proprietà da parte del racket delle case popolari.
In questi giorni l’immobile è stato oggetto di una serie di interventi di ripristino e messa in sicurezza. Sono state installate nuove imposte e un impianto di allarme e videosorveglianza, a tutela della famiglia e del bene pubblico.
L’importanza della collaborazione istituzionale: le parole del sindaco Lagalla e dell’assessore Ferrandelli
Nel corso della consegna, il sindaco Lagalla ha voluto rispondere alle opposizioni che in queste giornate avevano ipotizzato una contrapposizione tra Comune e autorità stradali.
“Non c’è mai stata alcuna frattura o conflitto con la Prefettura, la Questura o l’Arma dei Carabinieri. Al contrario, abbiamo registrato un’azione sinergica, tempestiva e determinata. Le forze dell’ordine sono intervenute in pochi minuti, dimostrando che lo Stato c’è ed è presente. Le polemiche strumentali non trovano riscontro nella realtà dei fatti: la collaborazione tra Comune e istituzioni statali è stata ed è tuttora stretta, leale e decisiva”.
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato la sentita partecipazione da parte delle istituzioni, dell’Università e della chiesa che hanno reso questo spiacevole evento un occasione per rendere maggiormente coesa e unita la comunità. “Essere indignati di fronte a reati che offendono la dignità delle persone e il diritto alla casa è un dovere anche per le istituzioni. Lo Zen non è un ghetto isolato, ma un quartiere della città che merita trasparenza, legalità e presenza concreta dello Stato”.
In linea con il discorso del sindaco, l’assessore Ferrandelli, ha parlato di giorni intensi e significativi. “Quella vissuta in questi giorni è stata una bella esperienza di presidio e dialogo, che ha consentito di creare le condizioni per l’assegnazione dell’alloggio già da oggi. Il nostro obiettivo resta quello di garantire un tetto a chi ne ha diritto, dopo anni di attese e difficoltà. Continueremo a monitorare la situazione e ad assicurare la necessaria sicurezza alla famiglia che da oggi abiterà questa casa”.



