L’udienza per l’omicidio di Santo Re: l’assassino era immigrato irregolare dal 2007

L’udienza per l’omicidio di Santo Re: l’assassino era immigrato irregolare dal 2007

CATANIA – Akbahue Inoccent, 37enne dello Zimbawe responsabile dell’omicidio di Santo Re, sarebbe un immigrato irregolare dal 2007 e, se fosse stato espulso, il pasticcere 30enne sarebbe ancora vivo.

Questa la tesi a sostegno dell’istanza di citazione a giudizio del Ministero dell’Interno che i legali di parte civile – gli avvocati Alessandro Coco per la vedova e Salvatore Leotta per i familiari e i colleghi della pasticceria – hanno presentato alla prima udienza del processo per omicidio, celebratasi davanti la Corte d’Assise. I giudici si sono riservati la decisione alla prossima udienza.

Secondo quanto si apprende, dal 2007 l’imputato – che avrebbe ucciso il giovane per il suo rifiuto di dare soldi al parcheggiatore abusivo – ha avuto complessivamente sette ordini di esplusione dall’Italia, tre soltanto nel 2017. Provvedimenti che non sono stati mai eseguiti.

Per l’avvocato Coco “se eliminiamo mentalmente la condotta omissiva, che a nostro avviso lo Stato ha compiuto, non attivandosi e rimettendosi alla buona volontà dell’immigrato, la morte di Santo Re non si sarebbe verificata“.