All’IPSSEOA Karol Wojtyla coltiviamo le radici: Verga torna a parlare agli studenti

All’IPSSEOA Karol Wojtyla coltiviamo le radici: Verga torna a parlare agli studenti

CATANIA – Si è svolto oggi, nell’Aula Magna del plesso di Via Lizio, l’incontro “Coltiviamo le radici della nostra cultura”, inserito nel programma del Festival della Legalità e dei Sentimenti Sociali dell’IPSSEOA Karol Wojtyla di Catania.

Un appuntamento che ha coinvolto le classi quinte e il triennio dell’Istituto in una mattinata densa di ascolto e partecipazione, capace di mettere in dialogo la scuola con la grande tradizione letteraria e con la memoria viva del territorio, là dove il passato non rimane eco distante ma diventa voce che interroga il presente e orienta il domani.

Impossibilitata a essere presente, la Dirigente Scolastica, prof.ssa Rita Donatella Alloro, ha voluto aprire idealmente l’incontro affidando alla prof.ssa Patrizia Seminerio, coordinatrice del Festival, il compito di portare il suo saluto e di esprimere la vicinanza della direzione a un progetto sostenuto con convinzione, perché capace di far maturare nella comunità scolastica responsabilità, partecipazione e coscienza civile.

Nel raccoglierne il messaggio, la prof.ssa Seminerio ha ricordato che la scuola è il luogo in cui la memoria diventa identità e la tradizione si trasforma in strumento per leggere il presente e costruire il futuro, custodendo radici invisibili ma essenziali, fatte di cultura e valori, attraverso cui ciascuno può riconoscersi e crescere.

Protagonista del cammino è stata la figura di Giovanni Verga, restituita ai giovani non come monumento immobile, ma come presenza viva, attraversata dalle tensioni e dalle verità del suo tempo.

Il professor Antonino Di Silvestro ha guidato gli studenti dentro il carteggio verghiano, aprendo squarci rivelatori sulla dimensione privata dell’autore; le epistole, lette dagli stessi ragazzi, hanno così trasformato la letteratura in esperienza diretta, in parola che torna a respirare dentro il presente.

A offrire ulteriore profondità è stato l’intervento della dottoressa Agata Tarso, dell’Archivio Storico del Comune di Catania, che con rigore e passione ha mostrato il lavoro paziente attraverso cui, documento dopo documento, si ricompone la vicenda umana di Verga prima ancora di quella del grande narratore, restituendo alla memoria consistenza, volto e verità.

Di intensa suggestione la presenza di Carla Verga, erede e pronipote dello scrittore. La sua testimonianza ha generato in sala un silenzio pieno, partecipe, come se per un istante il tempo avesse sospeso la distanza tra le generazioni. In quell’incontro di sguardi e memoria, la storia non è apparsa più lontana, ma familiare, vicina, ancora capace di parlare.

A intrecciare le prospettive, con misura, competenza ed eleganza, la moderatrice prof.ssa Carla Condorelli, capace di armonizzare gli interventi e di accompagnare il pubblico dentro un unico respiro culturale.

Fondamentale la collaborazione tra i docenti dell’Istituto, prova concreta di come la sinergia educativa diventi valore quando si traduce in opportunità autentiche per gli studenti: esperienze che restano, che orientano, che lentamente si trasformano in memoria personale.

All’IPSSEOA Karol Wojtyla si è scritta una pagina destinata a restare, pronta a riemergere nel tempo come traccia luminosa nel cammino di crescita dei nostri studenti.

E forse, al termine di questa mattinata, Verga è davvero più vicino: non soltanto autore da studiare, ma presenza che ritorna, necessaria e viva, ancora capace di accompagnarci.

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